All’alcol in gravidanza si rinuncia in coppia

Prevenzione

All’alcol in gravidanza si rinuncia in coppia

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Immagine: Quinn Dombrowski, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione
Il partner ha una grande influenza sulle probabilità che una donna incinta rinunci agli alcolici preservando la salute del feto. Le donne sostenute dai compagni si sentono meno depresse e avvertono meno l’esigenza di bere

La rinuncia all’alcol durante la gravidanza va fatta in due. Perché anche se a nuocere direttamente il feto è indubbiamente solo l’alcol consumato dalla donna, le probabilità che la futura mamma smetta di bere aumentano notevolmente se il partner condivide la scelta e se dimostra di essere interessato alla salute di mamma e bambino.  

Succede, né più né meno, di quel che accade con la dieta: se la coppia cambia abitudini all’unisono sostenendosi a vicenda le possibilità di successo aumentano. 

Lo studio pubblicato su Alcoholism: Clinical & Experimental Research dimostra che il coinvolgimento del partner negli interventi di prevenzione del consumo di alcol nelle donne incinte è fondamentale per evitare i danni al nascituro provocati dall’esposizione alla sostanza tossica, che possono andare dalla nascita prematura, a un ritardo del neurosviluppo, alla sindrome feto-alcolica. 

I ricercatori dell’Università di Rochester hanno seguito 246 donne incinte provenienti dall’Ucraina osservando che il loro comportamento era fortemente influenzato da quello del compagno. 

Se il partner eccedeva nell’uso di alcol e di tabacco, le donne erano meno soddisfatte della loro relazione di coppia e finivano anche loro per aumentare il consumo di alcol in gravidanza.  Al contrario, le donne che si sono sentite sostenute dai loro partner hanno manifestato meno sintomi depressivi e hanno faticato meno a ridurre o eliminare del tutto il vino o i superalcolici nei nove mesi di gravidanza. 

Tutte le donne coinvolte nello studio sono state invitate a rispondere a un questionario sulla qualità della loro relazione con il partner nel primo trimestre di gravidanza indicando quanto fossero soddisfatte del rapporto, quante volte litigassero con il compagno, quali fossero le abitudini del partner riguardo al consumo di alcolici e di sigarette. 

Nel secondo trimestre di gravidanza invece i ricercatori hanno valutato la salute mentale delle donne e il consumo di alcol. 

Infine, gli scienziati hanno esaminato la salute psicomotoria e mentale del neonato a sei mesi di vita. 

Mettendo insieme tutti i dati è emerso che i sintomi depressivi delle donne in gravidanza e il consumo di alcol erano direttamente correlati alla qualità delle relazione di coppia e all'uso di sostanze da parte dei partner. 

Le donne che si sentivano sostenute dai compagni nel tentativo di di adottare uno stile di vita più sano nel corso della gravidanza, riuscivano meglio nel loro intento rispetto a quelle che avevano partner più restii ad abbandonare le loro abitudini e meno interessati al benessere delle compagne e del nascituro.

«I risultati di questo studio sottolineano quanti fattori influenzino l'uso di alcol durante la gravidanza.  Più informazioni apprendiamo su questi fattori, più possiamo ridurre lo stigma intorno al bere durante la gravidanza e programmare interventi mirati ed  efficaci», ha dichiarato Carson Kautz-Turnbull, ricercatore dell'Università di Rochester, tra gli autori dello studio.