Per i bimbi nati con cesareo il contatto con le feci materne aiuta a costruire un sistema immunitario più forte

A mali estremi

Per i bimbi nati con cesareo il contatto con le feci materne aiuta a costruire un sistema immunitario più forte

La procedura si chiama trapianto fecale orale. E può fornire ai bambini nati da parto cesareo, che hanno un microbiota povero, una base di microbi utili per sviluppare le difese immunitarie. Lo studio su Cell

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Immagine: Ernest F, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons
di redazione

Bisogna abituarsi all’idea, e non è facilissimo, che le feci umane siano diventate una vera e propria medicina. Sono tanti gli studi che ne dimostrano le potenzialità terapeutiche: sembra che non ci sia alcun farmaco che possa uguagliare la ricchezza della loro composizione microbica. Ed è per questo che un gruppo di ricercatori finlandesi arriva a proporre di nutrire i neonati nati da parto cesareo con piccole quantità di feci materne. 

Il parto cesareo infatti, a differenza di quello vaginale, non permette il trasferimento del microbioma dalla madre al bambino e lascia l’intestino dei neonati sprovvisto dei microrganismi fondamentali per il buon funzionamento del sistema immunitario. Tanto che nelle persone nate da cesareo è stata osservata una maggiore incidenza di malattie autoimmuni. Per esempio: nell’intestino dei neonati nati da parto vaginale si trovano in abbondanza batteri “buoni” delle specie Bacteroides e Bifidobacterium che sono quasi assenti nella flora batterica dei bambini nati da cesareo.

La procedura sperimentale, che fortunatamente ha un nome scientifico, “trapianto orale di microbiota fecale”, è stata testata con successo su 7 neonati: l’intestino dei neonati si è ripopolato in poche ore arrivando a eguagliare per composizione quello dei neonati nati da parto vaginale.I ricercatori hanno reclutato 17 donne alla fine della gravidanza che avrebbero dovuto effettuare un cesareo escludendo dall’esperimento le donne che presentavano nelle feci batteri “cattivi” come lo Streptococco del gruppo B. Sono state quindi selezionate 7 donne con il microbioma ideale per il trapianto. 

Subito dopo il parto ai neonati è stata somministrata una inusuale ma benefica pozione:  una piccola quantità di feci (3,5-7milligrammi) diluita in 5 millilitri di latte materno. 

Per le successive 12 settimane, gli scienziati hanno analizzato i campioni di feci dei neonati iniziando dalle prime produzioni intestinali, il meconio. La composizione del microbiota dei neonati è stata messa a confronto con quella di 29 bambini nati da parto vaginale e di altri 18 nati da parto cesareo non sottoposti al trapianto fecale. Ebbene, nell’arco di tre settimane, il microbiota dei neonati sottoposti al trapianto fecale orale aveva lo stesso aspetto di  quello dei neonati da parto vaginale, un processo che per vie naturali avviene in un anno. 

Nell’intestino dei neonati sottoposti al trattamento sperimentale sono stati trovati batteri “buoni” in quantità equivalente a quella dei bambini nati da parto vaginale e batteri “cattivi” in quantità inferiori a quelle dei nati da parto cesareo. Non è stato osservato alcun effetto collaterale 

Lo studio pubblicato sulla rivista Cell suggerisce che l’impatto collaterale di un parto cesareo potrebbe essere mitigato da un intervento di questo tipo che in sostanza non fa altro che riprodurre artificiosamente quel che avviene in natura con il parto vaginale, durante il quale il neonato viene esposto ai batteri intestinali materni che si trovano nelle vicinanze.