Così il Botswana ha arginato l'epidemia da Hiv

La lezione

Così il Botswana ha arginato l'epidemia da Hiv

Test a tappeto, consulenza psicologica, avvio rapido alla terapia antiretrovirale. Sono i pilastri su cui si è basato un programma di intervento tra la popolazione adulta del Botswana con risultati superiori alla maggior parte di altre campagne nel mondo: le nuove diagnosi ridotte di un terzo

di redazione

Il virus non rilevabile non è trasmissibile. È per questo che, nel caso dell’Hiv, la soppressione virale è un traguardo tanto importante: quando la carica virale scende sotto determinati livelli, non solo migliorano le condizioni di salute dei pazienti, ma si riduce anche il rischio di diffusione dell’infezione. L’obiettivo della soppressione virologica è stato raggiunto in Botswana grazie a un intervento basato sull’incremento delle diagnosi e dei trattamenti in tutta la popolazione adulta di 15 comunità.

Gli eccezionali risultati della campagna, analizzati sul New England Journal of Medicine, non erano affatto scontati. In Botswana il tasso di infezioni e di nuove diagnosi era altissimo. Basta dare un’occhiata ai dati epidemiologici per rendersi conto di quanto impegnativa fosse la sfida: nel 2017 il 23 per cento della popolazione adulta aveva l’infezione da Hiv e nonostante le terapie antiretrovirali fossero offerte gratuitamente alla popolazione e i test venissero eseguiti di routine, il tasso di nuove infezioni restava alto con l’1,3 per cento di sieropositivi all’anno tra gli adulti. 

I ricercatori della T.H. Chan School of Public Health di Harvard, in collaborazione con enti locali, hanno analizzato i dati di un progetto di prevenzione avviato nel Paese africano tra il 2013 e il 2018 chiamato Ya Tsie Botswana Prevention Project che aveva coinvolto più di 23mila persone appartenenti a 30 comunità rurali o semiurbane.  

I partecipanti erano stati divisi in due gruppi.  I membri di 15 comunità erano stati coinvolti in un nuovo programma di prevenzione che prevedeva la somministrazione di test per l’individuazione dell’infezione, l’offerta di consulenza psicologica, il sostegno per l'accesso alle cure, l’avvio rapido alla terapia antiretrovirale, una maggiore diffusione della circoncisione maschile. Gli adulti appartenenti alle 15 comunità del gruppo di controllo hanno ricevuto gli interventi standard basati sui test e sul trattamento tradizionale. Ebbene, nel gruppo di intervento la percentuale di persone con Hiv con carica virale soppressa era passato dal 70 per cento all’88 per cento, mentre nel gruppo di controllo i progressi sono stati inferiori, dal 75 all’83 per cento. La campagna del Botswana ha raggiunto risultati superiori a quelli della maggior parte degli interventi di prevenzione nel mondo. L’incidenza delle infezioni da Hiv nel gruppo sperimentale era del 31 per cento inferiore a quella registrata nel gruppo di controllo.  Secondo i ricercatori, questo risultato ha portato probabilmente alla riduzione di quasi un terzo del tasso di nuove infezioni da Hiv nelle comunità di intervento.

«Usando strategie riproducibili nella maggior parte delle situazioni, abbiamo raggiunto livelli di diagnosi, trattamento e soppressione virale dell'HIV che sono tra i più alti riportati a livello globale. Questi alti tassi di copertura del trattamento sono una testimonianza dell'impegno di lunga data che il Botswana ha dimostrato nell’affrontare l'Hiv e crediamo che i nostri approcci e risultati siano molto importanti per altri paesi», ha dichiarato Shahin Lockman, principale autore dello studio. 

Tra i metodi utilizzati nel gruppo sperimentale, l’invito a effettuare la circoncisione maschile ha avuto un successo limitato, dimostrando che questo intervento non è particolarmente significativo.

«Il test e il trattamento dell’Hiv a livello globale possono contribuire in modo sostanziale a migliorare la salute e ridurre il tasso di nuove infezioni nella comunità. Questa riduzione, se sostenuta nel tempo, ci aiuterà a raggiungere l'obiettivo di Unaids di ridurre del 90 per cento il tasso di nuove infezioni da HIV entro il 2030», ha concluso Lockman.