Covid. La sindrome metabolica aumenta il rischio di complicanze gravi

Lo studio

Covid. La sindrome metabolica aumenta il rischio di complicanze gravi

di redazione
I pazienti ricoverati per Covid-19 con sindrome metabolica hanno il 20% di probabilità in più di sviluppare la sindrome da distress respiratorio acuto e di morire. Le alterazioni del metabolismo, come obesità, ipertensione, diabete, aumentano anche il rischio di finire in terapia intensiva

Una persona con sindrome metabolica ricoverata per Covid-19 ha un rischio più alto di andare incontro a sindrome da distress respiratorio acuto, una forma grave di insufficienza respiratoria, e di morire, rispetto a una persona che finisce ugualmente in ospedale per l’infezione da coronavirus ma non soffre di alterazioni del metabolismo. 

La sindrome metabolica non è una patologia vera e propria ma è una condizione clinica dovuta alla presenza concomitante di diversi problemi di salute correlati: ipertensione, grasso addominale in eccesso, resistenza all’insulina e diabete. Chi possiede il ventaglio completo delle alterazioni metaboliche aumenta del 20 per cento le probabilità di complicanze respiratorie, di ricovero e di morte in caso di Covid-19 rispetto a chi non ha questi disturbi. 

Lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato su JAMA Network Open condotto su 46mila persone ricoverate per Covid in 181 ospedali di 26 Paesi del mondo. I ricercatori hanno raccolto i dati tra metà febbraio 2020 e metà febbraio 2021 selezionando dal campione 5mila pazienti con sindrome metabolica (17,5%), ossia affetti da più di tre condizioni tra obesità, pre-diabete o diabete, ipertensione e colesterolo alto, e 24mila senza (82,5%). 

Dal confronto tra i due gruppi è emerso che le persone con sindrome metabolica avevano, nello specifico, il 36 per cento di probabilità in più di sviluppare la sindrome da distress respiratorio acuto, quasi il 20 per cento di probabilità in più di morire in ospedale e avevano un rischio del 30 per cento maggiore di finire in terapia intensiva e una probabilità del 45 per cento superiore di dover ricorrere alla ventilazione meccanica. 

In generale tra le persone con sindrome metabolica la percentuale dei decessi è stata del 20 per cento in confronto al 16 per cento del gruppo di controllo. Inoltre, il 20 per cento dei pazienti con sindrome metabolica ha sviluppato la sindrome da distress respiratorio acuto (in confronto al 12% del gruppo di controllo) e circa la metà è stato ammesso in terapia intensiva (in confronto al 36% delle persone senza sindrome metabolica). 

«Nel nostro studio è emerso che chi soffre di colesterolo alto, pressione alta, obesità lieve e pre-diabete o diabete e viene  ricoverato in ospedale con Covid-19, ha una possibilità su quattro di sviluppare la sindrome da distress respiratorio acuto, il che è significativo.  Abbiamo anche scoperto che i pazienti con sindrome metabolica hanno avuto una maggiore necessità della ventilazione meccanica invasiva, della ventilazione non invasiva o un supporto di ossigeno ad alto flusso e un maggiore consumo di ossigeno supplementare rispetto ai pazienti senza sindrome metabolica», ha affermato Joshua Denson, della Tulane University School of Medicine a capo dello studio. 

Secondo i ricercatori, i risultati dello studio spiegherebbero come mai gli Stati Uniti hanno avuto un numero così elevato di decessi per Covid-19, uno dei più alti al mondo. Alla luce dei dati non c’è da stupirsi, visto che circa un terzo della popolazione americana soffre di sindrome metabolica con alcune aree del Paese in cui quasi un cittadino su due possiede i fattori di rischio tipici della condizione.