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DidascaliaHillebrand Steve, U.S. Fish and Wildlife Service, Public domain, via Wikimedia Commons
Lo screening per l'individuazione precoce del diabete di tipo 1 può essere applicato con efficacia nei bambini di tutta Europa, indipendentemente dalle differenze tra i vari sistemi sanitari nazionali. È quanto emerge dai risultati del progetto EDENT1FI (European Diabetes Forum - European Action for Early Detection of Type 1 Diabetes), un’iniziativa collaborativa europea presentata a Milano in occasione del Congresso annuale della European Association for the Study of Diabetes (Easd).
Lo studio, realizzato da un consorzio internazionale, ha preso in esame 140.568 bambini e adolescenti in otto Paesi: Germania, Regno Unito, Italia, Danimarca, Svezia, Repubblica Ceca, Portogallo e Polonia.
I risultati dello studio e la prevalenza della patologia
Dall'analisi dei dati emerge che circa 1 bambino su 45 con un parente di primo grado affetto da diabete di tipo 1 (pari al 2,13 per cento dei 10.273 soggetti con familiarità) si trovava nelle fasi iniziali e presintomatiche della malattia. Tra i bambini privi di parenti stretti colpiti dalla patologia, l'incidenza è risultata di 1 su 350 (pari allo 0,32 per cento dei 127.754 soggetti esaminati).
Le frequenze rilevate tra i bambini senza familiarità hanno mostrato variazioni geografiche, con percentuali dello 0,22 per cento in Germania, dello 0,42 per cento nel Regno Unito e dello 0,47 per cento in Svezia. I dati indicano inoltre una correlazione con l'età: la prevalenza del diabete di tipo 1 in fase iniziale è risultata inferiore nei bambini con meno di 4 anni (0,22 per cento), per poi crescere nelle fasce d'età comprese tra 4 e 8 anni (0,31 per cento) e tra 8 e 13 anni (0,40 per cento).
In Italia, dove le rilevazioni si sono svolte a Milano, sono stati sottoposti a screening 4.507 partecipanti con un'età media di 6,5 anni. Tra i 3.641 bambini senza una storia familiare di primo grado per la patologia, 5 bamnbini (lo 0,14 per cento) sono risultati positivi alla fase iniziale della malattia.
Nel Regno Unito sono stati valutati 17.409 bambini, identificando 59 casi (0,42 per cento) nel gruppo senza familiarità e 67 casi (3,43%) nel gruppo con familiarità. In Svezia, su 7.926 bambini esaminati, sono stati individuati 36 casi (0,47%) tra quelli senza parenti affetti e 4 casi (1,21%) tra quelli con parenti affetti. In Germania, su una popolazione di 43.470 bambini con un'età media di 4,3 anni, sono stati riscontrati 90 casi (0,22%) tra i soggetti privi di familiarità e 35 casi (1,36%) tra quelli con familiarità.
«Questo studio dimostra che i principi di screening originariamente sviluppati in Germania possono essere applicati con successo a regioni con sistemi sanitari differenti», affermano gli autori della ricerca. «L’iniziativa EDENT1FI dimostra ulteriormente che lo screening per il diabete di tipo 1 in fase iniziale può essere efficacemente implementato in tutta Europa».
Le raccomandazioni dei ricercatori
Sulla base dei dati raccolti, i ricercatori raccomandano l'adozione di un programma di screening per la popolazione generale articolato su tre specifiche finestre temporali: una prima valutazione da effettuare tra i 2 e i 4 anni di età, una seconda verifica tra i 6 e gli 8 anni in caso di negatività iniziale agli anticorpi anti-isole pancreatiche, e un ulteriore controllo tra i 10 e i 15 anni per identificare i soggetti che sviluppano la patologia in fasi successive.
I bambini che non sono mai stati sottoposti a controlli dovrebbero poter accedere al programma alla prima occasione utile. La diagnosi tempestiva nelle fasi presintomatiche, ricordano i ricercatori, consente di ridurre il rischio di complicanze acute, come la chetoacidosi diabetica e permette di avviare interventi terapeutici preventivi e strategie volte a modificare il decorso della malattia.
«I passi successivi sono mirati a integrare lo screening per il diabete di tipo 1 in fase iniziale nella popolazione generale all'interno dell'assistenza medica standard», aggiungono i ricercatori. «Oltre all'Europa, ci sono altre iniziative di screening su scala globale per la diagnosi precoce del diabete di tipo 1, tra cui quelle in corso negli Stati Uniti e in Australia».
In Italia è stata approvata una legge che introduce uno screening nazionale per il diabete di tipo 1 e la celiachia in età pediatrica, mentre il governo e le autorità sanitarie regionali stanno completando la definizione dei decreti attuativi per la piena operatività sul territorio.
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