La diagnosi precoce non é per sempre. Dopo una certa età è bene fermarsi con alcuni controlli

Prevenzione

La diagnosi precoce non é per sempre. Dopo una certa età è bene fermarsi con alcuni controlli

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Immagine: Bill Branson (photographer), Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione
Per gli anziani: sì al controllo della pressione, del colesterolo, della glicemia, all’analisi della densità ossea, all’esame della vista e dell’udito, no, in linea di massima (ma bisogna vedere caso per caso) alla colonscopia, al pap test, alla mammografia, al test del Psa

Le strategie della prevenzione variano con l’età. Quando si invecchia alcuni esami è bene continuare a farli, ma altri si possono evitare. 

Le indicazioni sui test da fare e da non fare in base all’età sono fornite negli Sati Uniti dalla U.S. Preventive Services Task Force, il panel di esperti che in base agli studi epidemiologici valuta il rapporto tra costi e benefici degli screening. La posizione, c'è da dire, si avvicina molto adesso ai consigli forniti da analoghe autorità europee. 

Ebbene, secondo l’istituzione americana le persone over 65 dovrebbero sottoporsi a controlli per misurare la pressione del sangue, i livelli di colesterolo e di glicemia, la densità ossea, per valutare la salute della pelle, la qualità dell’udito, della vista e dell’equilibrio. Dovrebbero anche sottoporsi a test cognitivi per controllare le funzioni cerebrali ed effettuare le vaccinazioni per l’influenza e la polmonite. Ma possono risparmiarsi una serie di controlli che procurerebbero più rischi o fastidi che vantaggi. 

Le donne over 65, con un passato di risultati negativi, possono evitare il Pap test per la prevenzione del cancro della cervice uterina causato dal papillomavirus umano (HPV), perché le probabilità di sviluppare un tumore al collo dell’utero in quell’età è molto bassa. La colonscopia generalmente rimuove polipi che potrebbero impiegare dieci anni prima di trasformarsi in tumore. È chiaro quindi che in una persona di 75 anni i rischi della procedura superano i vantaggi.  Gli esperti americani suggeriscono che lo screening inizi all'età di 50 anni e continui fino all'età di 75. Da quel momento in poi la decisione se eseguire o meno l’esame del colon viene demandata al medico che valuterà caso per caso. 

Lo stesso vale per il test del Psa. L’esame preventivo per il tumore della prostata non viene consigliato come routine neanche agli uomini tra i 50 e i 69 anni. Lo screening di massa, anche per l’alta percentuale di falsi positivi, non è raccomandato dalla U.S. Preventive Services Task Force che invita i medici a valutare insieme ai pazienti l’opportunità o meno dell’esame. 

Ma dopo i 70 anni, la task force raccomanda esplicitamente di non eseguire il test. Secondo gli esperti non ci sono prove sufficienti a dimostrazione del fatto che lo screening del Psa in età avanzata aiuti gli uomini a vivere più a lungo. Inoltre, la diagnosi e il trattamento, che possono includere biopsia, chirurgia e radiazioni, possono produrre effetti collaterali indesiderati gravi come la compromissione della funzionalità sessuale. 

Per la mammografia, la task force americana raccomanda un controllo ogni due anni per le donne over 50, ma non si pronuncia sulle donne over 75.

L’American Cancer Society invita invece a proseguire i controlli periodici fin quando le donne sono in buona salute e hanno una prospettiva di vita di ulteriori 10 anni. Ma ancora una volta sembra che la scelta vada valutata caso per caso. È inutile per esempio costringere al controllo una donna che non ha intenzione di sottoporsi a eventuali terapie invasive o a interventi chirurgici.