Non solo polmoni: l’inquinamento danneggia anche i reni

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Non solo polmoni: l’inquinamento danneggia anche i reni

Il mix di polveri sottili entra nel circolo sanguigno e raggiunge gli organi. Oltre ai polmoni e al cuore ne fanno le spese anche i reni. Uno studio della Washington University di St.Louis, nel corso di 8 anni, ha individuato 45 mila nuovi casi di malattia renale attribuibili all’aria inquinata

di redazione

Polmoni, cuore, cervello e ora anche reni. Si allunga la lista degli organi che vengono danneggiati dall’inquinamento atmosferico,

Lo sostiene uno studio condotto da ricercatori grazie ai risultati del lavoro di Kristina Sauerwin e dei suo colleghi della Washington University di Saint Louis (Usa) pubblicato sul Journal of the American Society of Nephrology.

«Le informazioni sul rapporto tra inquinamento atmosferico e malattie renali negli uomini sono scarsi», spiega Ziyad Al-Aly, docente nell'ateneo americano e coordinatore della ricerca. «Ma una volta che abbiamo analizzato i dati l’associazione tra inquinamento e lo sviluppo di malattia renali è emersa  chiaramente».

I dati in questione riguardano più di 2,5 milioni di persone inserite nel Veterans Administration Databases, l’archivio statunitense che contiene le informazioni di salute sui reduci delle guerre. I ricercatori hanno incrociato i dati sulle malattie renali del campione con quelli sull’inquinamento ricavati da due fonti diverse: le centraline di monitoraggio sparse sul territorio dell’Environmental Protection Agency (Epa) o le immagini satellitari della National Aeronautics and Space Administration (Nasa). L’analisi si è concentra su un periodo di circa 8 anni a partire dal 2004.  

Le statistiche dimostrano inequivocabilmente c'è un rapporto diretto tra il superamento della soglia di sicurezza del particolato atmosferico e l'aumento del rischio di malattie renali. Gli scienziati sono convinti di poter attribuire agli eccessivi livelli di inquinamento dell’aria quasi 45 mila nuovi casi di malattia renale e 2.500 di insufficienza renale. 

Il meccanismo con cui l’inquinamento danneggia i reni è lo stesso con cui compromette il buon funzionamento degli altri organi: la deleteria e invisibile miscela di polvere, fumo, fuliggine e goccioline liquide penetra nel flusso sanguigno e da lì raggiunge cuore, polmoni e reni. I reni filtrano il sangue e le particelle nocive che vi sono finite dentro possono comprometterne la funzionalità in maniera più o meno grave a seconda del livello di concentrazione nell’aria. 

«Più alto è il livello di inquinamento, peggiore è l’effetto sui reni», aggiunge Ziyad Al-Aly. «Ma nessun livello è completamente sicuro. Anche in presenza di concentrazioni relativamente basse, inferiori alla soglia indicata dall’Epa, abbiamo trovato un’associazione tra il particolato atmosferico e la malattia renale».