Nuove Linee guida
Con l’intelligenza artificiale possibile estendere i programmi di screening per i tumori del seno
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    Mammograms MED-SEG
    Didascalia
    Immagine: NASA Goddard Space Flight Center, Public domain, via Wikimedia Commons
Redazione
Percorso più efficiente se l'IA seleziona quali esami dovranno avere una doppia lettura e quali invece una lettura singola da parte dei radiologi

Per la prima volta in Europa, nelle nuove Linee guida italiane sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per lo screening e la diagnosi del tumore della mammella gli specialisti suggeriscono di ricorrere all’Ia, in prima battuta, per selezionare quali esami dovranno avere una doppia lettura e quali invece una lettura singola da parte dei radiologi.

Ad annunciarlo è il Gruppo italiano screening mammografico (Gisma) che ha partecipato, insieme ad altre nove Società scientifiche alla stesura del documento.

L'innovazione, assicurano gli specialisti, grazie alle tecnologie informatiche potrà garantire una maggiore qualità dell’analisi degli esami e “risparmiare” risorse umane che potranno essere dedicate ad altre mansioni.

«Finora le raccomandazioni europee prevedevano un ruolo di affiancamento dell’intelligenza artificiale all’attuale protocollo di screening» sottoinea Silvia Deandrea, presidente nazionale Gisma. «Questo consisteva in una doppia lettura della mammografia, effettuata da due radiologi – prosegue - che fornivano ciascuno il proprio parere in maniera indipendente. Da oggi l’Italia fa un passo avanti, aderisce alle indicazioni europee e ne propone una nuova che suggerisce che non tutte le mammografie di screening debbano sempre essere analizzate da due diversi radiologi. Si è compreso che l’intelligenza artificiale, selezionando le immagini mammografiche, può supportare maggiormente i radiologi nel ridurre l’affaticamento e la diagnosi soggettiva. Può anche migliorare complessivamente i carichi di lavoro e i tempi di attesa. Passare quindi dall’impiego di due radiologi a solo uno comporta indubbi vantaggi visto anche la scarsità di personale medico-sanitario che lavora nelle nostre strutture. In un contesto, come quello italiano, dove si registra una mancanza cronica di specialisti radiologi è un’ottima notizia». Molte Regioni, infatti, come ricorda Deandrea, non riescono a estendere lo screening mammografico a tutte le donne tra i 45 ai 49 anni e dai 70 ai 74 anni anche per mancanza di risorse umane.

Nel nuovo documento italiano sono contenute altre due raccomandazioni che recepiscono le novità già introdotte nelle ultime Linee guida europee sullo screening mammografico. La prima suggerisce di aggiungere, dopo un primo doppio parare positivo umano, l’uso dell’Ia per aumentare le possibilità di trovare lesioni. La seconda propone di non sostituire il secondo lettore radiologo con l’intelligenza artificiale. Queste tecnologie, per quanto sicure ed efficaci, non sono ancora in grado di garantire un utilizzo così esteso. «Sono raccomandazioni non vincolanti – avverte Deandrea - ma che contengono dei suggerimenti qualificati per il personale medico-sanitario e per le istituzioni regionali. L’Ia rappresenta una grande risorsa per l’intero Servizio sanitario nazionale e come tale deve essere sfruttata il più possibile».

Queste ultime Linee guida «rappresentano una fondamentale novità nel contrasto al tumore più diffuso e frequente nel nostro Paese» interviene Paola Mantellini, coordinatrice dell’Osservatorio nazionale screening. «Ogni anno il numero di nuovi casi ammonta a oltre 53 mila – ricorda - e più di 4 milioni di donne sono invitate a partecipare ai programmi gratuiti organizzati dalle varie Regioni. Tuttavia, poco più del 50% si sottopone a un percorso che può essere in molti casi salvavita. Incrementare la quantità delle partecipanti è una delle nostre priorità ed è un obiettivo che va raggiunto anche grazie al ricorso alla tecnologia».

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