Meno nicotina nelle sigarette per ridurre la dipendenza dal fumo

La strategia

Meno nicotina nelle sigarette per ridurre la dipendenza dal fumo

Tutti ne beneficerebbero, ma in particolare le categorie più fragili e più esposte al danno del fumo, come le persone affette da malattia psichiatrica o con disagio socio-economico. Ridurre la quantità di nicotina nelle sigarette funziona: si fuma meno e si è meno dipendenti

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Immagine: Adam Jones from Kelowna, BC, Canada, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Ridurre il contenuto di nicotina nelle sigarette riduce la dipendenza. Lo hanno dimostrato tre trial clinici condotti dai ricercatori University of Vermont in cerca di strategie efficaci per diminuire il consumo di tabacco  in generale, ma soprattutto tra le popolazioni vulnerabili, quelle più esposte ai danni del fumo (persone affette da disturbi psichiatrici o in condizioni socioeconomiche svantaggiate). I risultati sono stati pubblicati su JAMA Network Open. 

«Il fumo ha un impatto sproporzionato sugli individui con condizioni psichiatriche e socio-economicamente svantaggiate. L’eccessivo consumo di fumo in queste popolazioni richiede l’analisi di come queste popolazioni ad alto rischio possano rispondere a una riduzione del contenuto di nicotina nelle sigarette», scrivono gli autori degli studi. 

I ricercatori hanno reclutato in tutto 775 fumatori con disturbi della sfera affettiva, disturbi da uso di oppioidi o disagio socioeconomico che non stavano cercando di smettere di fumare. 

Ai partecipanti erano state consegnate in maniera casuale sigarette di diverso tipo: alcune contenevano 0,4 mg di nicotina per grammo di tabacco, altre 2,4 mg (entrambi i tipi sono classificati come sigarette a bassissimo contenuto di nicotina) altre 15,8 (una quantità tipica della  sigaretta commerciale standard). Tutte le sigarette avevano lo stesso identico aspetto. 

Alla fine delle 12 settimane di osservazione, gli scienziati hanno notato che l’uso delle sigarette a basso contenuto di nicotina aveva ridotto del 30 per cento il consumo giornaliero di tabacco. 

È risaputo, ed è anche piuttosto logico, che chi fuma meno e ha una minore dipendenza dalla sigaretta riesce ad abbandonare del tutto il tabacco più facilmente di chi fuma di più e ha sviluppato una maggiore dipendenza psicologica e fisica. 

«I nostri risultati forniscono prove convincenti del fatto che limitare il contenuto massimo di nicotina delle sigarette a livelli molto bassi può ridurre la dipendenza nelle popolazioni ad alto rischio di fumo e le ridurre le conseguenze negative per la salute correlate al fumo. Ridurre il fumo in queste popolazioni ad alto rischio è un'importante priorità per la salute della popolazione», scrivono i ricercatori. 

Il fumo di sigarette è responsabile solo negli Stati Uniti di 480mila morti all’anno e di 16milioni di malati. Le malattie mentali, il consumo di sostanze stupefacenti e il disagio socio-economico sono condizioni che favoriscono il consumo di sigarette. Così popolazioni già fragili vengono esposte a ulteriori rischi per la loro salute. Individuare un modo per ridurre l’impatto del fumo in queste categorie di persone, secondo gli autori dello studio, deve diventare una priorità per la salute pubblica.

Meglio ancora se poi ne beneficerebbero anche tutti gli altri.