Neonati pre-termine: ritardare il taglio del cordone ombelicale può salvare la vita

Lo studio

Neonati pre-termine: ritardare il taglio del cordone ombelicale può salvare la vita

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Immagine: Evan-Amos, Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione
Sono solo 60 secondi ma possono valere una vita intera. Rimandare il taglio del cordone ombelicale permette ai nati sotto la 30esima settimana di ricevere una dose extra di sostanze salutari che li aiutano a respirare e ai proteggersi dalle infezioni

Un minuto che può valere una vita intera. Ritardare di 60 secondi il taglio del cordone ombelicale riduce notevolmente la mortalità e il rischio di disabilità dei neonati prematuri. Lo dimostra uno studio dell’Università di Sidney pubblicato su The Lancet Child and Adolescent Health, il più ampio trial clinico mai condotto finora sull’argomento.

I ricercatori hanno confrontato nell’arco dei due anni di follow up le condizioni di salute di 1500 nati prematuri, prima della 30esima settimana, la metà dei quali è stato separato dalla madre un minuto dopo il parto e l’altra metà entro dieci secondi dalla nascita. 

Dall’analisi è emerso che ritardare il taglio del cordone riduce del 30 per cento il rischio di morte nei primi due anni di vita e del 17 per cento il rischio di morte e disabilità nella prima infanzia. Inoltre rimandare la recisione del cordone riduce del 15 per cento il numero di trasfusioni nei bambini appena nati. In sostanza lo studio invita ad applicare ai neonati prematuri lo stesso protocollo previsto per i bambini nati a termine. Infatti quando il parto avviene al momento giusto, di prassi, il taglio del cordone non è immediato perché al neonato viene lasciato il tempo di adattarsi all’ambiente esterno molto diverso da quello dell’utero che lo ha ospitato per nove mesi. Nel caso delle nascite avvenute in anticipo, invece, spesso si accelerano i tempi del distacco dalla madre per poter sottoporre i neonati alla visita medica il prima possibile. 

«Dieci anni fa, il cordone  ombelicale veniva regolarmente tagliato subito dopo un parto molto prematuro e il bambino veniva trattato da un pediatra nel caso in cui avesse bisogno di aiuto urgente con la respirazione. Ma ora sappiamo che quasi tutti i bambini molto prematuri iniziano a respirare da soli nel primo minuto, se gli viene concesso quel tempo. Pensiamo che, ritardando il taglio del cordone ombelicale si permette ai bambini di ricevere i globuli rossi e bianchi in più e le cellule staminali dalla placenta, e di raggiungere così livelli di ossigeno salutare tali da poter controllare le infezioni e riparare i tessuti danneggiati», ha spiegato Tarnow-Mordi, a capo dello studio. 

Secondo i calcoli dei ricercatori ogni 20 bambini prematuri a cui viene applicato il ritardo nel taglio del cordone uno in più sopravviverà senza gravi disabilità. 

«È molto raro trovare un intervento con questo tipo di impatto che sia gratuito e non richieda niente di più che un orologio. Ciò potrebbe contribuire in modo significativo a raggiungere l'obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite di porre fine alle morti evitabili nei neonati e nei bambini sotto i cinque anni. Applicato in modo coerente in tutto il mondo, il ritardo di un un minuto prima del taglio del cordone nei bambini molto prematuri che non richiedono rianimazione immediata potrebbe garantire la sopravvivenza senza disabilità di  50mila bambini nel prossimo decennio», ha affermato Kristy Robledo dell'Università di Sydney che ha condotto l'analisi di follow-up a due anni.

I risultati dello studio vanno a sostegno delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che raccomanda di tagliare il cordone ombelicale nei neonati prematuri non prima di un minuto dopo il parto.