Nuova condanna per il fumo passivo: aumenta il rischio di tumore della bocca

Lo studio

Nuova condanna per il fumo passivo: aumenta il rischio di tumore della bocca

Quel che è stato osservato per il cancro ai polmoni vale anche per i tumori del cavo orale. Il fumo passivo aumenta notevolmente le probabilità di ammalarsi. E più a lungo si è esposti più si rischia. Secondo gli autori di una review su Tobacco Control ci sono dati a sostegno di un nesso causale

di redazione

Il fumo passivo aumenta del 51 per cento il rischio di di sviluppare un tumore del cavo orale. È l’ultima voce che si è appena aggiunta alla lista dei danni indiretti delle sigarette. L’aggiornamento sulle malefatte del tabacco arriva da una review pubblicata su Tobacco Control, rivista del gruppo del British medical Journal. 

Un team internazionale di ricercatori provenienti da Portogallo, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti, ha passato in rassegna cinque studi sull’impatto del fumo passivo che hanno coinvolto circa 7mila persone non fumatrici, metà delle quali avevano frequentato per un lungo periodo di tempo persone che fumavano e l’altra metà no. Gli studi si sono svolti in Asia, Europa, America del Nord e America Latina. Pur trattandosi solo di una manciata di studi, l’elevato numero dei partecipanti e la presenza di un gruppo di controllo rendono i risultati della review particolarmente significativi. 

Dal punto di vista degli autori si hanno dati sufficienti per dimostrare un nesso causale tra il fumo passivo e il rischio di cancro alla bocca.

Dall’analisi dei dati è emerso che le persone esposte al fumo passivo aumentavano del 51 per cento il rischio di sviluppare un tumore della bocca rispetto a chi non aveva avuto contatti prolungati con fumatori. L’elemento che incideva maggiormente nella probabilità di ammalarsi era la durata dell’esposizione: dopo 10-15 anni a contatto con il fumo di sigarette altrui il rischio di cancro aumenta più di due volte rispetto al gruppo non esposto. 

«Questa revisione sistematica e la meta-analisi vanno a sostegno di un'associazione causale tra l'esposizione al fumo passivo e il cancro orale. Inoltre, le analisi della risposta all'esposizione, inclusa la durata dell'esposizione (più di 10 o 15 anni) al fumo passivo, confermano ulteriormente l'inferenza causale. Individuare gli effetti dannosi dell'esposizione al fumo passivo è utile agli esperti di pubblica, ai ricercatori e ai responsabili politici per sviluppare e proporre programmi efficaci di prevenzione dell'esposizione al fumo passivo», scrivono i ricercatori.

I tumori del cavo orale (palato, lingua, guancia, labbra), con 447mila nuovi casi all’anno nel mondo,  sono responsabili di 228mila morti all’anno. Il fumo attivo è tra i principali fattori di rischio insieme all’alcol. 

Ma una buona parte delle persone colpite dalla malattia, tra il 25 e il 35 per cento dei pazienti, non fuma. Da qui è nato il sospetto che il fumo indiretto potesse contribuire all’insorgere del tumore del cavo orale tra i non fumatori, così come accade per il cancro ai polmoni per il quale è già stata accertata l’associazione con il fumo passivo.

Quest’ultima revisione su Tobacco Control sembrerebbe confermare questa ipotesi sottolineando l’importanza delle misure di salute pubblica per limitare il più possibile l’esposizione al fumo passivo che gli scienziati invitano a rendere ancora più rigorose.