Nuove ombre sulle sigarette elettroniche: aumentano il rischio di malattie polmonari

Lo studio

Nuove ombre sulle sigarette elettroniche: aumentano il rischio di malattie polmonari

Uno studio su un campione ampio valuta gli effetti a lungo termine dello svapo. E dimostra che le sigarette elettroniche non sono sicure. Chi le consuma aumenta del 40-50 per cento il rischio di malattie respiratorie, tra cui bronchite cronica e asma

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Immagine: TBEC Review, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Metterle a confronto con le sigarette tradizionali forse non ha più tanto senso. Perché le e-cigarettes oramai hanno vita propria e vengono consumate anche di chi non ha mai fumato le classiche bionde. I loro effetti sulla salute dovrebbero essere quindi valutati in assoluto e non in rapporto al tabacco. La domanda da farsi, insomma, è se siano innocue o se facciano male e non se siano più o meno sicure delle sigarette vecchia maniera. 

In quest’ottica un gruppo di scienziati americani ha voluto calcolare l’impatto a lungo termine delle sigarette elettroniche senza metterlo a confronto con i danni del fumo. 

Dall’analisi dei dati di più di 21mila adulti è emerso che coloro che avevano usato le e-cigarettes nel passato e poi avevano smesso avevano il 21 per cento di probabilità in più di sviluppare una malattia respiratoria e coloro che continuavano a svapare correvano un rischio del 43 per cento superiore di danneggiare polmoni e vie aeree superiori. 

L’indagine pubblicata su Jama Network Open è una delle prime a valutare la sicurezza delle sigarette elettroniche su un campione ampio e su un periodo di tempo relativamente lungo (5 anni) considerando che le sigarette elettroniche sono entrate in commercio negli Stati Uniti nel 2007. 

Finora gli studi per misurare gli effetti dello svapo sulla salute respiratoria erano stati condotti su modelli animali o cellulari. Le poche analisi sugli esseri umani consistevano in studi clinici a breve termine e prendevano in considerazione solo condizioni acute e non croniche.

Quest’ultimo studio rientra invece nella categoria delle indagini epidemiologiche, le più utili agli esperti di salute pubblica per prendere decisioni sulla prevenzione e sui messaggi da consegnare alla popolazione. «Questo studio di coorte ha scoperto che l'uso di sigarette elettroniche è associato a un aumentato rischio di sviluppare malattie respiratorie indipendentemente dal fumo di sigaretta. Questi risultati aggiungono prove importanti sul profilo di rischio dei nuovi prodotti del tabacco», si legge nelle conclusioni dello studio. 

Ebbene, gli scienziati hanno scoperto che l’uso delle sigarette elettroniche è associato a un aumento del rischio di malattie respiratorie. Più precisamente: gli svapatori aumentano del 33 per cento il rischio di bronchite cronica, del 69 per cento il rischio di enfisema, del 57 per cento il rischio di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) del 31 per cento il rischio di asma.

«Negli ultimi anni abbiamo assistito a un notevole aumento dell'uso di sigarette elettroniche tra i giovani e i giovani adulti che minaccia di invertire decenni di progressi sulla salute ottanuti dalla dura lotta contro l'uso del tabacco.  Questo nuovo studio suggerisce che, a causa dello svapo, potremmo vedere un aumento delle malattie respiratorie man mano che i giovani e i giovani adulti si avvicinano alla mezza età, tra cui asma, BPCO e altre condizioni respiratorie», ha dichiarato Andrew Stokes, della School of Public Health della Boston University tra gli autori dello studio. 

Probabilmente i danni delle sigarette elettroniche dipendono dai componenti nocivi o potenzialmente dannosi presenti nel liquido che viene vaporizzato, inclusi composti organici volatili, metalli pesanti e particelle ultrafini.