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DidascaliaImmagine: rawpixel.com, CC0, via Wikimedia Commons
Se si volesse sceglierne uno solo, per ridurre al minimo gli sforzi nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, il fattore di rischio su cui le donne dovrebbero puntare è l’ipertensione. La pressione alta è infatti la condizione di salute più pericolosa per la popolazione femminile, la principale responsabile della mortalità delle donne nel mondo. A ricordarlo è la European Society of Cardiology (Esc) in occasione del World Hypertension Day che ricorre oggi 17 maggio.
«Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nelle donne. Il rischio di malattie cardiovascolari aumenta a valori inferiori della pressione sanguigna nelle donne rispetto agli uomini. Il messaggio per tutte le donne è di prendere sul serio il controllo della pressione sanguigna, conoscere i propri valori e convincere il proprio medico che se è troppo alta è necessario un trattamento. Non bisogna sottovalutare gli effetti a lungo termine dell’ipertensione», spiega Angela Maas, a capo del Women's Cardiac Health Programme del Radboud University Medical Centre nei Paesi Bassi, in rappresentanza dell’Esc.
Gli indizi per individuare le donne a rischio
Diversi elementi predispongono le donne allo sviluppo di ipertensione: soffrire di emicrania nell’adolescenza, avere avuto due o più aborti spontanei, aver sofferto di ipertensione o di preeclampsia durante la gravidanza.
«Le donne hanno un maggior numero di eventi specifici nella vita rispetto agli uomini. I medici possono utilizzare questi indizi per identificare le donne di mezza età a più alto rischio di ipertensione e per suggerire alle pazienti di monitorare la pressione sanguigna con maggiore costanza», dice Maas.
Quando iniziare a misurare la pressione?
Le donne che non hanno avuto problemi durante la gravidanza e non hanno familiarità con la patologia dovrebbero iniziare la misurazione annuale all'età di 50 anni, quando entrano in menopausa.
Il controllo periodico va anticipato di dieci anni, invece, se ci sono casi di ipertensione in famiglia o se si è sofferto di pressione alta in gravidanza. Le donne con preeclampsia dovrebbero controllare la pressione sanguigna a partire dal momento della gravidanza almeno due volte l’anno.
Quali valori sono troppo alti?
La diagnosi di ipertensione non si fa con una sola misurazione. Le donne di età inferiore a 80 anni dovrebbero rivolgersi al medico per accertamenti nel caso in cui la pressione arteriosa sistolica raggiungesse o superasse i 130 mmHg. Le donne di età pari o superiore a 80 anni dovrebbero sottoporsi ad accertamenti quando il livello della sistolica supera i 150 mmHg.
«L’ipertensione è attualmente definita come una pressione arteriosa sistolica di almeno 140 mmHg e/o una pressione arteriosa diastolica di 90 mmHg o superiore. Sono necessarie ulteriori ricerche prima di assistere a un cambiamento nelle linee guida terapeutiche, ma ci aspettiamo che entro cinque anni la soglia per la pressione sanguigna normale sarà più bassa nelle donne rispetto agli uomini», dichiara Maas.
Quali sono i sintomi della pressione alta? La menopausa può confondere la diagnosi
C’è un mito da sfatare. La convinzione che l'ipertensione non causi sintomi è sbagliata. Accade spesso, invece, che i sintomi della pressione alta nelle donne vengano confusi con quelli della menopausa, oppure siano attribuiti all’ansia o allo stress. Nelle donne giovani e di mezza età la pressione alta si manifesta con palpitazioni, dolore toracico, dolore tra le scapole, mal di testa, difficoltà di concentrazione, affanno, stanchezza, ritenzione idrica, scarso sonno, vampate di calore.
«Quando viene trattata l'ipertensione, molti sintomi erroneamente attribuiti alla menopausa scompaiono. La sudorazione notturna può essere causata dall'ipertensione, per esempio, quindi le donne con sintomi della menopausa dovrebbero controllare la pressione sanguigna e trattarla se necessario», precisa Maas.
Le donne di mezza età rischiano di più dei coetanei maschi
Sotto i 50 anni l'ipertensione è più diffusa negli uomini, ma la tendenza si inverte negli anni successivi alla menopausa: dopo i 65 anni a soffrire di pressione alta sono più le donne che gli uomini. Si stima che circa una donna su tre soffra di ipertensione a livello globale.
Le donne di mezza età con valori di pressione sanguigna al di sopra delle norma sono più a rischio degli uomini di infarto del miocardio, declino cognitivo e demenza.
La probabilità di ictus aumenta a un livello di pressione sanguigna più basso nelle donne rispetto agli uomini. Per le donne con ipertensione il rischio di insufficienza cardiaca aumenta di tre volte mentre per gli uomini aumenta di due volte.
L’importanza della prevenzione
Una delle conseguenze più gravi dell'ipertensione nelle donne è un tipo di insufficienza cardiaca dovuta alla rigidità del muscolo del cuore. È un danno a cui è difficile porre rimedio, i trattamenti possono rallentare il peggioramento ma non riescono a recuperare la completa funzionalità cardiaca.
«Ci sono pochi trattamenti per questa condizione, quindi se si vuole evitare di sperimentare sintomi come mancanza di respiro, affaticamento e ritenzione di liquidi quando si hanno 70 anni, bisogna iniziare a curare l'ipertensione nella mezza età. Se si aspettano 20 anni, è troppo tardi», ricorda Maas.
Per questa ragione è fondamentale la prevenzione.
«Uno stile di vita sano è importante anche per prevenire o curare l'ipertensione. Vuol dire svolgere regolare esercizio fisico, seguire una dieta nutriente, ridurre l'assunzione di sale, smettere di fumare, perdere peso in eccesso e limitare il consumo di alcol», conclude Maas.
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