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Giornata mondiale per il cuore
Con la prevenzione è possibile ridurre l’80% delle malattie cardiovascolari ed evitare oltre 200mila morti
Redazione
Corpo

Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte e disabilità in Italia, con oltre 220 mila morti all’anno (38% donne e 31% uomini) e un costo stimato di 42 miliardi di euro per il Servizio sanitario nazionale. Eppure, l’80% di questi eventi si potrebbe evitare.

La mancata aderenza alle terapie, inoltre, costa al Ssn circa 2 miliardi di euro l’anno. Basterebbe aumentare solo del 15% l’aderenza alle terapie per ridurre i costi assistenziali di 300 milioni, senza contare l’impatto sociale della perdita di giornate lavorative.

«Se non possiamo cambiare i fattori rischio cardiovascolari come l’età, il sesso, l’etnia o l’assetto genetico – sottolinea Emanuela Folco, presidente della Fondazione italiana per il cuore (Fipc) – possiamo invece intervenire con responsabilità su cinque fattori di rischio cardiovascolari modificabili: ipertensione, elevato livello di colesterolo LDL, diabete di tipo 2, tabagismo e uso di droghe, obesità. È qui che la prevenzione diventa decisiva e che la rete può fare la differenza – spiega - trasformando la conoscenza in comportamenti concreti. Per questo Fipc porta avanti campagne di educazione sanitaria rivolte alla popolazione».

Il 29 settembre si celebra la Giornata mondiale per il cuore della World Heart Federation con il coinvolgimento di oltre duecento organizzazioni in più di cento Paesi Per la stessa Giornata la Fipc promuve la campagna “Per un cuore sano conta ogni centimetro”, la neonata partnership con la Rete cardiologica IRCCS e la collaborazione con le Associazioni di pazienti.

«Il cuore -conclude Folco - ha bisogno di alleanze forti e durature. Solo creando una rete di collaborazioni virtuose tra Istituzioni, Società scientifiche, Associazioni di pazienti e cittadini possiamo garantire prevenzione, diagnosi e cure efficaci. La rete è la vera strategia perché moltiplica l’impatto delle singole azioni e le trasforma in un progetto collettivo».

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