Una visita oculistica entro i tre anni dalla nascita; poi il primo giorno di scuola; dai 9 ai 14 anni per contrastare la miopia ormai epidemica tra i ragazzi; si passa quindi ai 40 anni con una visita oculistica ogni due anni e una volta all’anno dopo i 60 anni. Una volta all'anno, invece, se ci si è sottoposti a un intervento chirurgico agli occhi.
E questa è la teoria, raccomandata e ricordata dalla Società oftalmologica italiana (Soi), in occasione della Giornata nazionale dell'oftalmologia che ricorre il 10 ottobre.
La realtà è decisamente più critica. Per esempio, il problema (anche) delle liste di attesa in oftalmologia «agisce pericolosamente nel cambiare il percepito delle fasce più deboli – sostiene la Soi - che non hanno accesso alle cure al di fuori del Servizio sanitario nazionale». Oggi a livello pubblico l'attesa per poter effettuare una visita oculistica si aggira intorno ai dodici mesi ed è di oltre due anni per potersi sottoporre all’intervento salva vista di cataratta. «Attese che vengono gestite burocraticamente -osserva la Soi - senza preoccuparsi delle conseguenze sanitarie. Ovvio che un anno per una visita oculistica specialistica è un non servizio. Chi può aspettare un anno quando evidenzia una problematica alla vista?».
Così le persone si presentano con dieci giorni di ritardo per una congiuntivite che invece andava vista il giorno stesso in cui si era manifestata, evitando di fare sosta dal farmacista o dal medico si base che sono sprovvisti anche degli strumenti più elementari per fare diagnosi di livello. E chi è affetto da maculopatia (milioni ogni anno), non può rientrare nel protocollo di sicurezza che indica in massimo 15 giorni dalla diagnosi l’inizio della terapia salva vista. Oppure chi soffre per la cataratta continua le sue attività vedendo meno e diventando un rischio per sè e per gli altri. Certo i problemi sono tanti e le difficoltà a volte insormontabili, ammette la Soi.
Curare tutti, curare bene « è una sfida tremenda» e, dopo il G7 Sanità di Ancona, «ci vorrà del tempo per vedere i risultati. Lavoriamo insieme per dare il servizio migliore fino al cambiamento auspicato da tutti».
«La prevenzione è il modo per curarsi al meglio« sottolinea Matteo Piovella, presidente della Soi. Perciò «sottoponiamoci tutti a visita medico oculista – esorta infine Piovella - seguendo le indicazioni della Società oftalmologica italiana».
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