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DidascaliaImmagine: Rhoda Baer (Photographer), Public domain, via Wikimedia Commons
Chi li ha ricci li vuole lisci, chi li ha lisci li vuole mossi, chi li ha scuri preferisce schiarirli e così via… E c’è un prodotto per ogni esigenza. Con i capelli si può fare davvero di tutto. A turno, i vari “intrugli” che promettono alle donne (ma anche agli uomini) di ottenere la capigliatura desiderata diventano oggetto di qualche ricerca che ne valuta la sicurezza. Ora è toccato ai prodotti liscianti. E il risultato è un invito a usarli con prudenza. Uno studio dei National Institutes of Health ha infatti trovato un’associazione tra l’uso delle miscele per i trattamenti liscianti con effetto anti-crespo e l’aumento del rischio di tumore all’utero. Dall’analisi di 34mila donne tra i 35 e i 74 anni seguite per 11 anni è emerso che nel gruppo che usava questo tipo di prodotto più frequentemente la percentuale di casi di tumore dell’utero (il più frequente è quello dell’endometrio) era maggiore. Va precisato però che i numeri assoluti sono bassi e che il tumore dell’utero è una neoplasia rara. In tutto il campione nell’intero periodo di osservazione sono stati registrati 378 casi.
Le partecipanti facevano parte del Sister Study, uno studio condotto dal National Institute of Environmental Health Sciences per individuare i fattori di rischio dei tumori femminili.
Tutte le donne hanno compilato un questionario sull'uso di prodotti per capelli nei 12 mesi precedenti all’inizio dello studio, indicandone la frequenza di utilizzo. Sono stati presi in considerazioni diversi prodotti: tinture permanenti, semipermanenti o temporanee, trattamenti schiarenti, colpi di sole, piastre, prodotti per lisciare, permanenti per arricciare ecc…
Le risposte variavano da “mai usato”, “1-2 volte all’anno", “ogni 3-4 mesi”, “ogni 5-8 settimane”, “una volta al mese” e “più di una volta al mese”.
Ebbene, le donne che si lisciavano i capelli con maggiore frequenza, ossia più di 4 volte l’anno, avevano una probabilità due volte superiore di sviluppare un tumore dell’utero rispetto a quelle che non eseguivano mai il trattamento lisciante.
«Abbiamo stimato che l’1,64 per cento delle donne che non hanno mai usato liscianti per capelli avrebbe sviluppato il cancro uterino all'età di 70 anni. Ma per chi li ha usati frequentemente, il rischio era salito al 4,05 per cento. Questo raddoppio è preoccupante. Tuttavia, è importante contestualizzare queste informazioni: il cancro uterino è un tipo di cancro relativamente raro», ha affermato Alexandra White, a capo del gruppo NIEHS Environment and Cancer Epidemiology e autrice principale dello studio.
Il cancro dell'utero rappresenta circa il 3 per cento di tutti i nuovi casi di cancro, ma è il cancro più comune del sistema riproduttivo femminile, con 66mila nuovi casi stimati nel 2022. Gli studi mostrano che i tassi di incidenza di questa neoplasia sono in aumento negli Stati Uniti, in particolare tra le donne afro-americane, che sono tra l’altro quelle che usano di più i prodotti anti-crespo e liscianti.
Secondo lo studio, pubblicato sul Journal of National Cancer Institute, circa il 60 per cento delle partecipanti che hanno riferito di aver utilizzato prodotti per capelli l'anno precedente erano donne afro-americane.
«Poiché le donne di origine africana usano più frequentemente prodotti per lisciare i capelli e cominciano a usarli in età precoce rispetto a quelle di altri gruppi etnici, questi risultati potrebbero essere ancora più rilevanti per loro», ha affermato Che-Jung Chang, tra gli autori dello studio.
I ricercatori non hanno valutato i rischi dei prodotti specifici, non hanno indicato gli ingredienti o i marchi più pericolosi, ma hanno suggerito che l’aumento del rischio di tumore dell’utero potrebbe dipendere dalla presenza di diverse sostanze chimiche nei prodotti liscianti, come parabeni, bisfenolo A, metalli e formaldeide.
«Per quanto ne sappiamo, questo è il primo studio epidemiologico che ha esaminato la relazione tra l'uso di liscianti per capelli e il cancro dell’utero. Sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati in diverse popolazioni, per determinare se i prodotti per capelli contribuiscono alle disparità di salute nel cancro dell'utero e per identificare le sostanze chimiche specifiche che potrebbero aumentare il rischio di cancro nelle donne», conclude Chang.
AGGIORNAMENTO 20 ottobre 2022: In una versione precedente dell'articolo, nel titolo, si faceva riferimento al tumore dell'ovaio. Lo studio si riferisce al tumore dell'utero; ci scusiamo per l'errore.
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