Rilanciare il Servizio sanitario nazionale come pilastro di giustizia sociale, coesione democratica e tutela effettiva del diritto alla salute. È questo l'obiettivo del documento programmatico «La Sanità Futura: un nuovo Patto per la Salute degli Italiani», elaborato da Demos—Democrazia solidale, presentato lunedì 25 maggio a Roma.
«Il documento parte da una diagnosi netta: il Servizio sanitario nazionale si trova oggi davanti a un bivio storico», sostiene Paolo Ciani, segretario nazionale di Demos. «Anni di sottofinanziamento, crescita della spesa privata, liste d'attesa, carenza di personale e profonde disuguaglianze territoriali – prosegue - hanno progressivamente trasformato il diritto alla salute in un diritto diseguale. A questa crisi strutturale si aggiungono le sfide poste dall'invecchiamento della popolazione, dall'aumento delle cronicità, dalla rivoluzione digitale e dalla necessità di integrare sempre di più sanità, sociale e territorio».
Tra le principali proposte contenute nel documento figura un piano di finanziamento pluriennale, con l'obiettivo di portare la spesa sanitaria pubblica al 7,5% del Pil nell'arco di cinque anni, attraverso una programmazione stabile, il contrasto all'evasione fiscale, la riconversione di sussidi dannosi e l'introduzione di prelievi mirati sui determinanti di salute.
Un secondo asse è il piano straordinario per il personale sanitario, che prevede assunzioni basate sui fabbisogni reali, riforma delle retribuzioni e delle carriere, valorizzazione delle competenze e superamento del ricorso sistematico ai cosiddetti «gettonisti», ovvero i professionisti ingaggiati tramite agenzie esterne per tamponare le carenze di organico.
Il documento dedica ampio spazio alla sanità di prossimità, con l'istituzione di un Fondo nazionale per l'assistenza territoriale destinato a finanziare il funzionamento delle Case e degli Ospedali di comunità anche dopo il 2026. Centrale è l'integrazione tra medici di medicina generale, infermieri di famiglia e comunità, servizi sociali, assistenza domiciliare e presa in carico delle persone fragili.
Demos propone anche la creazione di una Agenzia nazionale per la salute digitale con il compito di valutare e certificare sicurezza, efficacia ed eticità di applicazioni, dispositivi, algoritmi e strumenti di intelligenza artificiale applicati alla salute. L'obiettivo è garantire che telemedicina, Fascicolo sanitario elettronico e ricetta elettronica diventino strumenti pubblici di accesso e governo dei percorsi di cura.
Il programma interviene poi sulla governance del farmaco e della ricerca, proponendo una revisione dei meccanismi di payback, una maggiore valorizzazione del valore terapeutico, acquisti centralizzati più efficaci e incentivi per rendere l'Italia un polo europeo competitivo per le sperimentazioni cliniche.
Il documento indica infine alcune priorità strategiche da finanziare con quote vincolate del Fondo sanitario nazionale: la prevenzione, con l'obiettivo di destinarle il 5% del Fondo; la salute mentale, con l'inserimento strutturale dello psicologo delle cure primarie nei Lea; la non autosufficienza, con la piena attuazione della Legge 33 del 2023 e la costruzione di un sistema realmente integrato tra sanità e sociale. A corredo, una tabella di marcia per rendere le azioni operative in tempi certi e con responsabilità istituzionali chiare.
«La proposta di Demos — conclude Marinella D'Innocenzo, coordinatrice dell'area Sanità di DEMOS — individua una nuova direzione di marcia: non un Servizio sanitario nazionale ridotto a erogatore di prestazioni, ma un soggetto pubblico capace di governare l'intero ecosistema della salute, garantendo equità, innovazione accessibile e tutela dei cittadini».
