Addio gomme e collutori, l’alitosi si combatte con i probiotici

L’ipotesi

Addio gomme e collutori, l’alitosi si combatte con i probiotici

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Immagine: National Archives at College Park, Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione
Lactobacillus salivarius, lactobacillus reuteri, streptococcus salivarius, weissella cibaria. Sono i probiotici che, assunti sotto forma di integratori, sembrerebbero poter ridurre il problema dell’alito cattivo. Serviranno dati più approfonditi per confermarlo

Lactobacillus salivarius, lactobacillus reuteri, streptococcus salivarius, weissella cibaria. Chi soffre di alitosi farebbe bene a tenerli amente. Sono i batteri probiotici che potrebbero combattere l’alito cattivo più efficacemente di caramelle, gomme o collutori rinfrescanti. 

Si trovano naturalmente in alcuni cibi fermentati come yoghurt, pane a lievitazione naturale, zuppa di miso, ma lo studio su BMJ Open che ne ha dimostrato le inaspettate proprietà rinfrescanti li ha analizzati sotto forma di integratori.  

I ricercatori hanno raccolto i dati di 7 trial clinici di piccole dimensioni che hanno coinvolto in tutto 278 persone monitorate per 2-12 settimane. 

Il test che valuta il livello di gravità dell’alito cattivo consiste nel misurare la quantità di composti solforici volatili rilevati in bocca, considerati la causa principale dell'alitosi persistente. Questi composti sono solitamente prodotti dai batteri dell cavo orale come risultato della combinazione di residui di cibo, flora batterica della saliva e scarsa igiene gengivale e dentale. La placca e il tartaro contribuiscono ai cattivi odori della bocca. 

Dall’analisi dei dati è emerso che chi aveva assunto probiotici aveva ridotto il problema dell’alitosi rispetto a chi era ricorso ai rimedi tradizionali (gomme, risciacqui, pasticche al mentolo ecc…). 

I benefici dei probiotici non erano immediati ma non bisognava neanche aspettare troppo tempo prima di sperimentare un miglioramento. I vantaggi si osservavano già dopo pochi giorni dall’assunzione.  Le ragioni per cui alcuni specifici batteri, tra cui lactobacillus salivarius, lactobacillus reuteri, streptococcus salivarius, weissella cibaria, riuscirebbero a combattere l’alito cattivo non è del tutto chiaro. I ricercatori ipotizzano che le loro proprietà rinfrescanti derivino dalla capacità di questi microrganismi di decomporre gli aminoacidi e le proteine dei batteri anaerobici della bocca bloccando in questo modo la produzione di sostanze maleodoranti. 

«Questa revisione sistematica e meta-analisi indica che i probiotici (ad esempio, Lactobacillus salivarius, Lactobacillus reuteri, Streptococcus salivarius e Weissella cibaria) possono alleviare l'alitosi riducendo i livelli di concentrazione di composto solforico volatile a breve termine, ma non vi è alcun effetto significativo sulle principali cause di alitosi, come la placca o la composizione della superficie della lingua», scrivono gli autori dello studio che invitano, inoltre, a interpretare i dati in modo non definitivo visto che i campioni di tutti gli studi analizzati era di dimensioni piccole e le metodologie usate nelle sperimentazioni non erano omogenee. 

«Considerando l'eterogeneità degli studi clinici inclusi e la piccola dimensione del campione, in futuro saranno necessari ulteriori studi clinici di alta qualità per verificare i risultati e fornire prove dell'efficacia dei probiotici nella gestione dell'alitosi», concludono i ricercatori.