Un aiuto dalla dieta per rallentare i tumori cerebrali

L’ipotesi

Un aiuto dalla dieta per rallentare i tumori cerebrali

Una dieta chetogenica rivisitata che, oltre alla drastica riduzione dei carboidrati e all’aumento delle proteine, preveda il digiuno intermittente potrebbe rallentare lo sviluppo dei tumori cerebrali. Perché toglierebbe alle cellule tumorali la fonte energetica che le tiene in vita, lo zucchero

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Immagine: Marco Verch Professional Photographer / Flickr (https://www.flickr.com/photos/30478819@N08/48839711442)
di redazione

Rallentare la crescita dei tumori cerebrali con una versione rivisitata della dieta chetogenica. Per ora è solo un’ipotesi e non un dato di fatto accertato definitivamente. Ma è un’ipotesi consistente che merita di essere approfondita perché i risultati di un piccolo studio appena pubblicato sulla rivista Neurology sono tanto promettenti da invitare a proseguire le indagini.

I ricercatori hanno coinvolto 25 persone affette da astrocitomi, un tipo di tumore cerebrale che ha origine nelle cellule cerebrali della glia chiamate astrociti. Tutti i partecipanti sono stati invitati a seguire un regime alimentare speciale che consisteva nella dieta chetogenica associata al digiuno intermittente. 

La dieta chetogenica prevede una riduzione drastica dei carboidrati e un aumento delle proteine e soprattutto dei grassi. Lo scopo principale di questo programma alimentare molto in voga tra chi vuole perdere peso è costringere l’organismo a utilizzare i grassi come fonte di energia e non gli zuccheri presenti nei carboidrati. Così si avvia il processo di chetosi che consiste nella formazione di molecole chiamate corpi chetonici che sembrerebbero capaci di influire sull’attività delle cellule cerebrali. 

I partecipanti hanno seguito per otto settimane un programma alimentare che prevedeva cinque giorni a settimana di dieta chetogenica, ricca di uova, bacon, burro, verdure a foglia verde e pesce, e due giorni di digiuno che prevedevano un apporto calorico giornaliero equivalente al 20 per cento di quello raccomandato. Dai test delle urine, i ricercatori hanno constatato che l’80 per cento dei partecipanti aveva raggiunto, grazie alla dieta, la fase di chetosi, quella in cui l’organismo utilizza come fonte energetica i grassi e le proteine invece dei carboidrati. Questa sostituzione delle fonti energetiche ha indotto nei volontari un cambiamento nel metabolismo e nel cervello. In particolare: si sono abbassati i livelli di emoglobina glicata e di insulina, si è ridotta la massa grassa mentre è aumentata quella magra. Le scansioni cerebrali hanno rilevato cambiamenti nei metaboliti mostrando un aumento delle concentrazioni di chetoni e delle alterazioni metaboliche nel tumore.

«Naturalmente sono necessari ulteriori studi per verificare se questa dieta possa prevenire la crescita dei tumori cerebrali e aiutare le persone a vivere più a lungo, ma questi risultati mostrano che la dieta può essere sicura per le persone con tumori cerebrali e produrre con successo cambiamenti nel metabolismo del corpo e del cervello», ha dichiarato Roy E. Strowd, a capo dello studio.

L’idea di ricorrere alla dieta chetogenica per rallentare la crescita dei tumori cerebrali è nata osservando il modo in cui si nutrono le cellule del tumore. Queste cellule, infatti, utilizzano il glucosio per dividersi e proliferare. Ma la dieta chetogenica fa da “guastafeste” perché spinge l’organismo a utilizzare i chetoni al posto degli zuccheri come fonte di energia. E mentre le cellule cerebrali sane possono sopravvivere grazie all’energia ricavata dai chetoni, ci sono valide ragioni per ritenere che le cellule cancerose non possano usare i chetoni per produrre energia. Ecco perché la dieta chetogenica potrebbe rappresentare una strategia utile per rallentare la progressione di questo tipo di tumori cerebrali per i quali esistono poche proposte terapeutiche efficaci.