Alzheimer, la diagnosi la fa l’intelligenza artificiale dalle immagini della retina

La diagnosi

Alzheimer, la diagnosi la fa l’intelligenza artificiale dalle immagini della retina

Un software è in grado di riconoscere la malattia di Alzheimer da alcuni parametri delle immagini della retina. In futuro potrebbe servire anche per prevedere in anticipo lo sviluppo della malattia

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Immagine: Adam Jones from Kelowna, BC, Canada, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Grazie all’intelligenza artificiale sarà possibile diagnosticare l’Alzheimer attraverso le scansioni della retina. In una seconda fase lo strumento potrebbe essere usato anche per prevedere l’insorgere della malattia. 

Un sistema di diagnosi più sicuro rispetto alla valutazione cognitiva e neurologica potrebbe aiutare i pazienti a ricevere trattamenti mirati (in grado in parte di rallentare la progressione della malattia o di migliorare la qualità di vita). Un sistema di previsione efficace potrebbe invece facilitare il reclutamento dei partecipanti ai trial clinici che non abbiano ancora subito un danno cognitivo. In una sperimentazione ideale per la ricerca di un farmaco contro l’Alzheimer i partecipanti affetti dalla malattia non devono avere ancora sviluppato i sintomi. Perché un’eventuale terapia può funzionare solo prima che il cervello venga danneggiato. I ricercatori si sono basati sulle modifiche nella densità dei vasi sanguigni retinici che sono ritenuti correlati ai cambiamenti cognitivi. 

In particolare, nei pazienti con malattia di Alzheimer  è stata osservata una riduzione della densità della rete capillare attorno al centro della macula. Il dato è servito per “addestrare” un modello di apprendimento automatico, noto come rete neurale convoluzionale (CNN). Gli scienziati hanno utilizzato quattro tipi di scansioni retiniche come input per insegnare a un computer a distinguere differenze rilevanti tra le immagini. Sono state usate 159 scansioni come base dell’allenamento, 123 appartenevano a persone sane, 36 a persone con una diagnosi di Alzheimer. Il sistema è riuscito a dare a ciascun immagine la corretta interpretazione. Per ora i risultati del test, pubblicati sul British Journal of Ophthalmology,  forniscono la prova che sia possibile ricorrere all’intelligenza artificiale  per rilevare la malattia di Alzheimer in individui sintomatici dalle immagini della retina. 

In futuro potrebbe essere possibile utilizzare la stessa strategia per prevedere in anticipo lo sviluppo della malattia. 

«La diagnosi della malattia di Alzheimer spesso si basa sui sintomi e sui test cognitivi. Ulteriori esami per confermare la diagnosi sono invasivi, costosi e comportano alcuni rischi. Avere un metodo più accessibile per identificare l'Alzheimer potrebbe aiutare i pazienti in molti modi, tra cui migliorare l’accuratezza diagnostica, consentire l'ingresso negli studi clinici nelle prime fasi del decorso della malattia e pianificare i necessari adattamenti dello stile di vita», ha dichiarato Sharon Fekrat del Duke Eye Center, a capo dello studio.