Un cerotto per il sierologico. Addio prelievo per la ricerca degli anticorpi

Innovazione

Un cerotto per il sierologico. Addio prelievo per la ricerca degli anticorpi

Un cerotto non invasivo, indolore e facile da applicare anche a casa potrebbe sostituire il tradizionale prelievo del sangue per il test degli anticorpi. Le applicazioni vanno dal monitoraggio della risposta immunitaria a Sars-Cov-2, alla diagnosi di malattie autoimmuni o di un infarto

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Immagine: © Washington University St. Louis
di redazione

Addio al prelievo del sangue. I test per il dosaggio degli anticorpi, compreso quello usato per scoprire chi ha avuto Covid-19, potrebbero svolgersi semplicemente applicando un cerotto sulla pelle. Non un cerotto qualunque, ovviamente, ma un dispositivo dotato di micro aghi capaci di individuare nel liquido denso che circonda le cellule della pelle i biomarcatori indicativi di una determinata infezione, virale batterica o autoimmune (dall’artrite reumatoide, alla tiroidite, alla celiachia). Gli anticorpi, infatti, non esistono solo nel sangue ma anche nel fluido interstiziale del derma, anche se qui si trovano in quantità molto inferiore  e questa è la ragione per cui si è sempre preferito cercarli nelle vene. 

La nuova tecnologia messa a punto dai ricercatori della Washington University in St. Louis e descritta su Nature Biomedical Engineering è talmente sensibile da riuscire a catturare la presenza degli anticorpi anche là dove sono più nascosti. 

Rispetto al prelievo tradizionale in vena, il test con il cerotto ha una serie di vantaggi: non solo è meno invasivo e quasi indolore, ma è anche facile da usare a domicilio eliminando così la necessità per i pazienti di recarsi in un centro di analisi. 

Immagine: Wang, Z., Luan, J., Seth, A. et al. Microneedle patch for the ultrasensitive quantification of protein biomarkers in interstitial fluid. Nat Biomed Eng 5, 64–76 (2021).

La nuova tecnologia si basa su sofisticate tecniche di immunofluorescenza che consentono di individuare i biomarcatori della proteina bersaglio degli anticorpi in maniera diretta senza dover prelevare il fluido per poi analizzarlo. Il test è molto sensibile. Un tempo per essere rilevabili le concentrazioni di un biomarcatore dovevano essere dell'ordine di qualche microgrammo per millilitro di fluido. Ma usando la nuova tecnica di fluoresenza, il team di ricerca è stato in grado di rilevare biomarcatori dell'ordine di picogrammi per millilitro.

Il nuovo test potrebbe rendere più semplice controllare nel tempo l’andamento della risposta immunitaria a un’infezione virale, come quella scatenata dal virus Sars-Cov-2, per sapere quanto e quanto a lungo resta protetto chi è stato malato o chi è stato vaccinato. 

Ma il cerotto in grado di riconoscere così facilmente la presenza di determinati marcatori  potrebbe rivelarsi prezioso anche in situazioni di emergenza. Si pensi, per esempio, a una persona con un sospetto infarto in corso. L’esame con il cerotto per ricercare tracce di troponine cardiache, le proteine biomarcatori dell’infarto del miocardio, sarebbe molto più semplice e immediato da eseguire rispetto a un prelievo del sangue. La diagnosi potrebbe arrivare prima che il paziente giunga in ospedale già nel tragitto in ambulanza anticipando così la somministrazione di cure salva vita. 

Tutte le persone affette da malattie autoimmuni croniche che richiedono un monitoraggio regolare degli anticorpi potrebbero eseguire il test a casa propria senza doversi periodicamente recare in una struttura sanitaria per effettuare il prelievo. 

Gli aghi attaccati al cerotto sono quasi del tutto indolori. Penetrano a mezzo millimetro di profondità nella pelle e non toccano i nervi sensoriali.