Conferme e nuove prospettive per sotorasib nel tumori con mutazione KRAS G12C

Esmo 2023

Conferme e nuove prospettive per sotorasib nel tumori con mutazione KRAS G12C

di redazione

Nel tumore del colon-retto metastatico con mutazione KRAS G12C, la combinazione di sotorasib e panitumumab raddoppia la sopravvivenza libera da progressione di malattia.

A mostrarlo è o studio Code Break 300, appena pubblicato sul New England Journal of Medicine e presentato al Congresso dell'European society for medical oncology (Esmo, a Madrid fino al 24 ottobre) che ha valutato due dosaggi di sotorasib di Amgen in combinazione con panitumumab. Nei pazienti con tumore del colon retto e mutazione KRAS G12C, refrattario alla chemioterapia, la combinazione con entrambe le dosi ha dimostrato una superiorità statisticamente significativa nella sopravvivenza libera da progressione di malattia (PFS) rispetto alla terapia standard.

Il tumore al colon-retto è la seconda causa principale di morte al mondo e rappresenta il 10% di tutte le diagnosi di tumore. È anche la terza diagnosi più comune a livello globale. In Italia solo nel 2022 ha colpito 48 mila persone. Le mutazioni KRAS sono tra le più comuni alterazioni genetiche nel tumore del colon-retto, tra queste KRAS G12C si presenta approssimativamente nel 3-5% dei casi.

«Con questi nuovi dati, sotorasib più panitumumab mostrano un'efficacia consistente nei diversi sottogruppi a entrambi i dosaggi e supportano il razionale biologico della combinazione di queste due terapie mirate ai rispettivi target molecolari», commenta Filippo Pietrantonio, dell'Unità di Oncologia medica dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano. «È importante sottolineare – aggiunge - che meno del 20% dei pazienti con diagnosi del tumore del colon-retto metastatico sopravvive oltre i cinque anni; è quindi necessario di individuare nuove opzioni di trattamento».

Al Congresso di Madrid Amgen ha presentato anche i dati della pratica clinica italiana nell’ambito di un programma di accesso allargato di sotorasib in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) e mutazione KRAS G12C pretrattato e in stadio avanzato.

I risultati, ottenuti su un campione di 196 pazienti di trenta Centri sul territorio nazionale, confermano l’efficacia e la tollerabilità della terapia orale con sotorasib già noti dagli studi registrativi. Complessivamente, il tasso di risposta (ORR) è stato del 26%, il tasso di controllo della malattia (DCR) del 57%, la mediana della sopravvivenza libera da progressione (PFS) è stata di 5,8 mesi.

«L’ampia esperienza clinica maturata in Italia negli ultimi anni nei diversi programmi di accesso allargato, che hanno consentito il trattamento di oltre 600 pazienti sul territorio nazionale, trova oggi riscontro in questi primi dati di real world evidence che confermano l’efficacia e la sicurezza della terapia orale con sotorasib nel NSCLC con mutazione KRAS G12C pretrattato, setting nel quale la chemioterapia rappresenta ad oggi l’unica opzione terapeutica disponibile, seppur con performance subottimali», commenta Silvia Novello, direttrice dell'Unità di Oncologia toracica all'ospedale San Luigi di Orbassano, docente di Oncologia medica all’Università di Torino e presidente dell'Associazione Women against lung cancer in Europe (Walce).