Covid colpisce il cervello (anche se non è chiaro come)

L’analisi

Covid colpisce il cervello (anche se non è chiaro come)

L’annebbiamento cerebrale (brain fog), le difficoltà di memoria e di concentrazione dei pazienti affetti da Covid potrebbero dipendere dall’infiammazione nel cervello causata dal virus. Che pur restando al di fuori della barriera emato-encefalica modifica l’attività dei neuroni

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Immagine: Navy Medicine / Flickr (https://www.flickr.com/photos/navymedicine/49826501922)
di redazione

La “brain fog”, quella confusione mentale sperimentata da tanti pazienti affetti da Covid-19, probabilmente non è un disturbo psicologico, ma un sintomo con una causa biologica. Un gruppo di ricercatori della Stanford School of Medicine e della Saarland University in Germania ha scoperto segni tangibili di infiammazione e di neurodegenerazione nel cervello delle persone morte per Covid. 

Si potrebbe obiettare che la maggior parte dei decessi riguarda persone anziane con maggiori probabilità di avere danni pregressi al cervello. 

Ma gli scienziati, per una serie di indizi raccolti,  sono convinti che i segni osservati siano provocati dall’infezione virale anche se non hanno trovato tracce del virus nel cervello. La dettagliata analisi molecolare sui tessuti cerebrali di 8 individui morti per Covid ha mostrato uno scenario molto simile a quello osservato nel cervello delle persone con Alzheimer e Parkinson. Nulla del genere era emerso nel cervello di 14 persone morte per altre cause utilizzate come gruppo di controllo. Lo studio pubblicato su Nature potrebbe fornire una spiegazione ai sintomi neurologici provati da molti pazienti, come confusione mentale, problemi di memoria, difficoltà di concentrazione. 

Ricorrendo alla tecnica chiamata sequenziamento dell'RNA a singola cellula, gli scienziati hanno registrato i livelli di attivazione di migliaia di geni in ciascuna delle 65mila singole cellule prelevate da tutti i campioni di tessuto cerebrale, sia dei pazienti deceduti per Covid che di quelli del gruppo di controllo. I livelli di attivazione di centinaia di geni in tutti i principali tipi di cellule del cervello erano differenti nei due gruppi di persone. Molti di questi geni sono associati a processi infiammatori.

Gli scienziati hanno anche osservato segni di sofferenza nei neuroni della corteccia cerebrale, la regione del cervello coinvolta nei processi decisionali, nella memoria e nel ragionamento matematico, nelle persone decedute per Covid. Più precisamente, gli strati più esterni della corteccia cerebrale dei pazienti morti di Covid hanno mostrato cambiamenti molecolari indicativi di una soppressione dei neuroni eccitatori e di un’attivazione dei neuroni inibitori, che agiscono come freni sui neuroni eccitatori. Questo genere di squilibrio tra i due tipi di neuroni, eccitatori e inibitori,  è associato a deficit cognitivi e condizioni neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.

Il sospetto che all’origine di tutto ciò ci fosse il virus è stato alimentato dal ritrovamento nel tessuto delle persone decedute per Covid, e non nelle altre, di elevate concentrazioni di linfociti T, le cellule immunitarie incaricate di proteggere l’organismo dagli agenti patogeni. Sembra quindi che il virus riesca ad agire sul cervello anche a distanza restando al di fuori della barriera emato-encefalica probabilmente attivando in maniera indiretta risposte infiammatorie che provocano i tipici sintomi neurologici di molti pazienti colpiti da Covid-19.

«L’infezione virale sembra innescare risposte infiammatorie in tutto il corpo che possono avere un impatto al di là della barriera emato-encefalica e che a loro volta potrebbero far scattare la neuroinfiammazione nel cervello. È probabile che molti pazienti, in particolare quelli che riferiscono o mostrano problemi neurologici o quelli che sono ricoverati in ospedale, abbiano questi marcatori neuroinfiammatori che abbiamo osservato nelle persone che sono morte a causa della malattia. I nostri risultati possono aiutare a spiegare la l’annebbiamento cerebrale, l'affaticamento e altri sintomi neurologici e psichiatrici del long Covid», spiegano i ricercatori.