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Sono simili ai probiotici
Disinfettanti bio per combattere le infezioni ospedaliere
Redazione
Corpo

Disinfettanti biologici a base di microrganismi, simili ai probiotici che si assumono per ristabilire l’equilibrio della flora intestinale: potrebbero essere loro una soluzione alla pulizia dei reparti in ospedale, alternativa ai disinfettanti tradizionali contro cui i germi più pericolosi stanno divenendo resistenti.

Uno studio (SAN-ICA) coordinato dal Laboratorio Interdipartimentale CIAS dell’Università di Ferrara e pubblicato sulla rivista internazionale Plos One, dimostra infatti che questi disinfettanti sono in grado di “scacciare” i germi multiresistenti da pavimenti e superfici di ogni genere presenti nei nosocomi. Non solo: sono anche ecologici ed economici.

Lo studio ha coinvolto il Policlinico Gemelli, il Consorzio Futuro in Ricerca di Ferrara, le Università di Udine, Pavia, Messina, l’Università Bocconi e le Aziende sanitarie locali di Ferrara, Feltre e Tolmezzo.

«Nel complesso questo studio contribuisce a sottolineare il ruolo della rimodulazione del microbiota ambientale nella sanificazione delle strutture sanitarie – spiega Sante Mazzacane, coordinatore del gruppo di studio SAN-ICA e docente all’Università di Ferrara – introducendo la possibilità di un approccio ecologico di elevata efficacia nelle strategie di Infection Control and Prevention, contribuendo alla riduzione delle infezioni ospedaliere e dei costi a esse associate».

I probiotici per la sanificazione sono già utilizzati da alcuni anni in alcune strutture sanitarie, ma lo studio SAN-ICA rappresenta, come spiega Filippo Berloco, responsabile del Servizio radioprotezione e igiene ospedaliera del Gemelli di Roma, «la prima ricerca multicentrica condotta su larga scala per verificare l’efficacia di un protocollo di sanificazione in termini di riduzione delle infezioni ospedaliere».

Negli ultimi anni si sono diffusi germi resistenti a uno o più antibiotici e le infezioni correlate all’assistenza sono ormai un problema che coinvolge fino al 15% dei pazienti ospedalizzati nel mondo. In Europa ogni anno più di 3 milioni di pazienti sono colpiti da un'infezione ospedaliera e circa 37 mila ne muoiono. Studi condotti in ospedali italiani mostrano un’incidenza delle ICA del 5-10% con un tasso di mortalità fino al 20-30%. Purtroppo, i sistemi oggi in uso per sanificare i reparti ospedalieri funzionano sempre meno proprio perché questi germi stanno imparando a resistere anche ai tradizionali disinfettanti.

«Lo studio – spiega ancora Berloco - ha evidenziato significativi vantaggi in termini di riduzione delle infezioni ospedaliere oltre che della carica microbica presente sulle superfici, con particolare riguardo ai germi resistenti agli antibiotici. Inoltre l’effetto perdura anche a distanza di diverse ore dall’intervento, a differenza di quanto accade quando si impiegano prodotti chimici come i disinfettanti a base di cloro». Nello studio tutte le tipologie di infezioni sono diminuite e, insieme alla significativa riduzione delle ICA (la cui incidenza è più che dimezzata, dal 4,8% al 2,3%), si è osservata una drastica diminuzione della carica microbica patogena ambientale (in media dell'83%).

Per gli addetti alle pulizie l’utilizzo dei probiotici non comporta l’applicazione di sistemi molto diversi da quelli abituali: si impiegano infatti panni preimpregnati con una soluzione contenente i microrganismi non patogeni (anziché il disinfettante a base di ipoclorito di sodio o di altri principi attivi) per la sanificazione dei pavimenti, e formulazioni spray per gli arredi e le superfici verticali.

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