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Ecco il meccanismo che lega lo stress alla depressione
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    Immagine: MismibaTinasheMadando, CC0, via Wikimedia Commons
Redazione
È stato ricostruito il meccanismo biologico che spiega il legame tra stress e depressione. Tutto dipende dal neutotrasmettitore glutammato. Nelle persone sane la concentrazione aumenta a ridosso dello stress acuto e poi diminuisce. Nelle persone depresse si mantiene elevata a lungo

Dallo stress alla depressione il passo è breve. E quel passo consiste in un meccanismo biologico specifico individuato per la prima volta da un gruppo di ricercatori della Emory University. 

Gli scienziati hanno scoperto infatti che nelle persone che soffrono di depressione si osserva una anomalia nel rilascio del neurotrasmettitore glutammato, riconosciuto dai ricercatori come il biomarcatore della resilienza. Elevate concentrazioni di glutammato nella corteccia prefrontale mediale successive a un primo evento stressante sono infatti indicative di una buona capacità di gestione dello stress acuto. Nelle persone sane però il livello di glutammato si abbassa in risposta a successivi episodi di stress, dimostrando una risposta adattativa allo stress. Cosa che non accade nelle persone depresse.

Il legame tra stress e depressione è noto da tempo e c’è il forte sospetto che possa trattarsi di un legame causale. Nell’80 per cento dei casi il primo episodio depressivo è preceduto da stress cronico.

Per questa ragione lo stress viene elencato tra i principali fattori di rischio della depressione. E non è un caso che durante la pandemia  il numero di persone con sintomi depressivi negli Stati Uniti sia quadruplicato. Finora però non era stato ricostruito il meccanismo alla base di questa relazione. Cosa succede nel cervello delle persone depresse sottoposte a stress? 

I ricercatori hanno reclutato per lo studio pubblicato su Nature Communications 88 persone, alcune delle quali senza disturbi mentali e altre affette da depressione che però non assumevano psicofarmaci. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a una spettroscopia di risonanza magnetica, un esame che permette di individuare i livelli di alcuni metaboliti in specifiche strutture del cervello. Durante la scansione cerebrale, i volontari dovevano immergere la mano in acqua ghiacciata e contare all’indietro partendo da 2043 sottraendo ogni volta il numero 17 alla cifra precedente. Tutto questo sotto la pressione degli sperimentatori che li osservavano da vicino. Tramite le scansioni cerebrali gli scienziati hanno misurato i livelli di glutammato nella corteccia prefrontale prima e dopo la partecipazione all’evento stressante.  I livelli di stress sono stati valutati misurando la concentrazione di cortisolo nella saliva. 

Ebbene, nelle persone sane livelli di cortisolo bassi, indicativi di uno stress ben gestito, erano associati a livelli di glutammato elevati nel periodo immediatamente successivo all’evento stressante. Tutti i partecipanti sono stati seguiti per quattro settimane. Negli individui sani i livelli di glutammato scendevano nel tempo. Questo tipo di risposta adattativa era del tutto assente nelle persone con depressione nelle quali i livelli di glutammato si mantenevano elevati per un periodo prolungato. I ricercatori hanno verificato attraverso test specifici che effettivamente le anomalie biologiche nella risposta allo stress coincidevano con una visione della vita pessimistica. 

«In molti modi, la depressione viene riconosciuta come un disturbo legato allo stress. Per quanto ne sappiamo, questo è il primo lavoro a dimostrare che il glutammato nella corteccia prefrontale mediale umana è indicativo di una risposta adattativa a una nuova esperienza stressante per chi ha recentemente sperimentato uno stress acuto. È importante osservare che questa risposta è significativamente alterata nei pazienti con depressione. Riteniamo che questo aspetto possa essere uno dei primi segnali biologici da identificare in relazione allo stress e alle persone clinicamente depresse», ha dichiarato Michael Treadway, della Emory University, autore principale dello studio. 

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