Lo studio
Epilessia pediatrica, molecola nella cannabis riduce i sintomi
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    Cannabidiol
    Didascalia
    Felix Brönnimann, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
Il cannabidiolo, componente non-psicoattivo della cannabis, sembra in grado di attenuare la sintomatologia della DEE1, una forma di encefalopatia epilettica dello sviluppo che si dimostra resistente ai farmaci antiepilettici tradizionali

Il trattamento con cannabidiolo (CBD), componente non-psicoattivo della cannabis, è in grado di ridurre i sintomi di un modello preclinico di encefalopatia epilettica dello sviluppo (DEE1).

A questo risultato è giunta una ricerca, pubblicata su Epilepsia, coordinata dall’Istituto di genetica e biofisica Adriano Buzzati-Traverso del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb), in collaborazione con l’Istituto di chimica biomolecolare del Cnr di Pozzuoli (Cnr-Icb), l'Università di Napoli Federico II e l'Istituto Neuromed di Pozzilli (Is).

DEE1 è una rara forma di epilessia pediatrica causata da mutazioni del gene ARX, che si manifesta in maggior misura nei primi mesi di vita colpisce in prevalenza i bambini di sesso maschile, causando frequenti convulsioni e grave ritardo nello sviluppo cognitivo e motorio, con esiti a volte letali.

«La nostra ricerca – sostiene Lucia Verrillo del Cnr-Igb, prima autrice dello studio - rappresenta la prima evidenza sperimentale dell’efficacia del CBD altamente purificato nel trattamento di questo tipo di epilessia infantile. Infatti, attraverso la somministrazione del cannabidiolo per iniezione, siamo riusciti a ridurre la frequenza e la gravità delle crisi epilettiche spontanee nei modelli che esprimono la mutazione genetica, migliorandone così l’aspettativa di vita».

Il cannabidiolo, precisa Maria Giuseppina Miano, ricercatrice del Cnr-Igb e coordinatrice della ricerca, «ha portato alla riduzione dei marcatori neuroinfiammatori e aiutato la microglia, cellule che proteggono e supportano le funzioni dei neuroni all'interno del sistema nervoso centrale, a ripristinare una forma normale. Inoltre, il trattamento con cannabidiolo ha permesso di modulare l’attività elettrica dei neuroni malati, agendo direttamente sui meccanismi di comunicazione e trasmissione sinaptica».

Come sottolinea Sergio Fucile, del Laboratorio di epilessia sperimentale dell’Istituto Neuromed, «la rilevanza dell’azione del CBD nel contrastare l’ipereccitabilità dei neuroni con mutazione del gene ARX incoraggia lo sviluppo di un nuovo approccio terapeutico per le crisi epilettiche legate a questa patologia». 

Lo studio ha ricevuto il supporto di GW Research Ltd. (oggi parte di Jazz Pharmaceuticals), Fondazione Telethon e fondi Pnrr.

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