Un’infanzia difficile accelera l’invecchiamento

Lo studio

Un’infanzia difficile accelera l’invecchiamento

di redazione

Per chi ha avuto esperienze negative durante l’infanzia l’orologio biologico scorre più veloce. È quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago pubblicato su JAMA Network Open.

«Le esperienze avverse durante l’infanzia sono state associate a una gamma di svantaggi sociali nell’età adulta», spiegano i ricercatori. Aumentano inoltre la probabilità «di adottare comportamenti rischiosi per la salute, che possono essere legati a diversi indicatori della salute».

Nello studio, i ricercatori si sono concentrati su indicatori biologici dell’invecchiamento, cioè una serie di modifiche, definite epigenetiche, del Dna. L’indagine ha coinvolto circa 1.700 persone di mezza età e ha messo in relazione le esperienze negative durante l’infanzia (per esempio violenza, casi di tossicodipendenza o tensioni in casa) con la presenza di modifiche epigenetiche associate all’invecchiamento. 

La ricerca ha mostrato che all’età di 40-45 anni chi nell’infanzia aveva vissuto esperienze negative aveva un’età biologica fino a 1,7 anni maggiore rispetto ai coetanei che avevano avuto un’infanzia serena. 

Secondo i ricercatori, è probabile che a determinare l’invecchiamento precoce possano essere diversi fattori: alcuni di tipo socio-economici, altri di tipo comportamentale, ma anche l’esposizione a uno stress prolungato che produce effetti biologici negativi sull’organismo.