Leucemia. Le mutazioni delle cellule del sangue responsabili della malattia sono inevitabili dopo una certa età

Lo studio

Leucemia. Le mutazioni delle cellule del sangue responsabili della malattia sono inevitabili dopo una certa età

Vale per tutti: con l’invecchiamento aumentano le mutazioni delle cellule del sangue associate alle leucemie. Ma in Europa sono più frequenti alcuni tipi di mutazioni associate alla leucemia linfatica cronica, mentre in Giappone sono più diffuse le mutazioni correlate alla leucemia a cellule T

di redazione

Più si invecchia, più crescono le probabilità di sviluppare alcune forme di leucemia. Le mutazioni delle cellule del sangue associate alla leucemia aumentano infatti con l’avanzare dell’età. Ma secondo i ricercatori del Riken Center for Integrative Medical Science in Giappone questo processo avviene in maniera differente nella popolazione europea rispetto a quella giapponese. 

E questo spiegherebbe come mai in Europa è più diffusa un tipo di leucemia, la leucemia linfatica cronica, mentre in Giappone è più frequente un altro, la leucemia a cellule T. La ricerca, pubblicata su Nature, è una delle prime ad aver messo in luce queste differenze. 

Le cellule del sangue vengono continuamente rinnovate a partire da una riserva di cellule staminali del sangue chiamate cellule staminali ematopoietiche presenti nel midollo osseo. Queste cellule staminali producono le cellule progenitrici che si differenziano in diversi tipi di cellule del sangue, tra cui i linfociti T e B. 

Le cellule del sangue che hanno un progenitore in comune possono essere identificate a partire dal loro Dna. Tutti i linfociti T che derivano dalla stessa staminale ematopoietica, per esempio, sono cloni l'uno dell'altro. Se la cellule di origine avesse una mutazione solo i linfociti T derivati da quella avrebbero la stessa mutazione, ma non gli altri con un diverso progenitore. 

I ricercatori hanno studiato l’andamento di queste mutazioni nella popolazione anziana giapponese coinvolgendo nello studio 180mila individui. 

Dall’analisi è emerso che le mutazioni delle cellule del sangue avvengono nel nel 35 per cento della popolazione intorno ai 90 anni. Fin qui i dati sono simili a quelli registrati nella popolazione europea dimostrando quindi che le alterazioni genetiche delle cellule del sangue sono un evento inevitabile dell’invecchiamento. 

Ma giapponesi ed europei sembrano andare incontro a mutazioni differenti. 

Nella popolazione giapponese si registra l’80 per cento di mutazioni dei linfociti T, mentre in quella europea si osserva il 90 per cento delle mutazioni delle cellule B. 

Questi dati sono coerenti con il tipo di leucemia maggiormente diffusa nei due Paesi. La leucemia a cellule T si verifica 10 volte più spesso nei giapponesi che negli europei, mentre la leucemia linfatica cronica, una leucemia associata alle cellule B, è 5 volte più diffusa negli europei. 

Le mutazioni però, sottolineano i ricercatori, non sono una condanna definitiva. «Non tutte le persone con queste mutazioni si ammalano di cancro. Tuttavia, un semplice esame del sangue nel corso di qualsiasi controllo sanitario regolare sarà in grado di identificare le persone a rischio di leucemia controllando le mutazioni clonali delle cellule staminali ematopoietiche. Un test del Dna basato sul campione di sangue può anche identificare le persone ad alto rischio di sviluppare le mutazioni critiche in futuro», dichiarano i ricercatori.