Melanoma: una terapia con cellule staminali gemelle per attaccare le metastasi al cervello

Testata con successo sui topi

Melanoma: una terapia con cellule staminali gemelle per attaccare le metastasi al cervello

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Immagine: Human_embryonic_stem_cells.png: (Images: Nissim Benvenisty)derivative work: Vojtech.dostal, CC BY 2.5 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.5>, via Wikimedia Commons
di redazione
Un nuovo approccio immunoterapico ha dato buoni risultati nella fase preclinica. Consiste nella somministrazione di cellule staminali gemelle ingegnerizzate, ognuna con un ruolo specifico. I topi sottoposti alla terapia hanno attivato una efficace risposta immunitaria contro il tumore

Colpire le metastasi di melanoma nel cervello grazie a una immunoterapia “rivisitata” capace di potenziare la risposta immunitaria tanto da fermare la crescita tumorale là dove finora non si era riusciti ad arrivare. È quanto promette un nuovo approccio, sperimentato per ora solo sugli animali, messo a punto dagli scienziati del  Brigham and Women’s Hospital e descritto su Science Translational Medicine.

I ricercatori hanno scelto come target della terapia specifiche cellule cancerose che si diffondono in una zona del cervello chiamata leptomeninge. Per colpirle è stata realizzata in laboratorio una “squadra d’attacco speciale” formata da cellule staminali gemelle, ognuna con un compito specifico. 

Una delle due cellule deve rilasciare un virus oncolitico, ossia un virus che infetta e uccide le cellule tumorali. Questa strategia è già nota e potenzialmente efficace: le cellule staminali si prestano particolarmente al ruolo di trasportatori per la loro capacità di amplificare la quantità di virus che può essere rilasciata e perché fanno sì che il virus non venga degradato dagli anticorpi circolanti prima di penetrare nelle cellule tumorali.  Ma c’è un inconveniente: il virus oncolitico, oltre ad attaccare il tumore, distrugge le stesse cellule staminali in cui viene ospitato, rendendo così l’operazione fallimentare. 

Per risolvere la questione, gli scienziati hanno realizzato, utilizzando la tecnica di editing genico CRISPR/Cas9, una seconda cellula staminale che viene risparmiata dal virus oncolitico e che ha il compito di rilasciare specifiche proteine (immunomodulatori) che fortificano il sistema immunitario e lo inducono a combattere il cancro. 

Un vantaggio della terapia con cellule staminali gemelle è che può essere somministrata tramite iniezione intratecale, ossia direttamente nel liquor spinale (il sistema di infusione in loco è generalmente più efficace).  A differenza di altre immunoterapie emerse negli ultimi anni, inoltre, non deve essere somministrata ripetutamente. 

La nuova terapia è stata testata su un modello murino di melanoma con metastasi leptomeningee, che simula fedelmente la malattia negli esseri umani: i topi sottoposti al trattamento hanno attivato le risposte immunitarie sperate. I risultati positivi della fase pre-clinica suggeriscono buone probabilità di successo anche in uno studio di fase I lasciando sperare in nuove opzioni terapeutiche per condizioni attualmente incurabili.

Il melanoma con metastasi al cervello è oggi incurabile. La sopravvivenza globale per i pazienti in queste condizioni è di soli 4-6 mesi e l’immunoterapia, che si rivela risolutiva per altri tipi di tumore, in casi del genere fallisce non riuscendo ad attaccare le metastasi cerebrali. 

«Sappiamo che nei pazienti con cancro avanzato con metastasi cerebrali, i farmaci sistemici, somministrati per via endovenosa e orale, non mirano efficacemente alle metastasi cerebrali. Per questo abbiamo sviluppato un nuovo approccio immunoterapeutico che viene somministrato localmente nel luogo del tumore. Riteniamo che le immunoterapie somministrate localmente rappresentino il futuro dei trattamenti per le metastasi al cervello», concludono i ricercatori.