Un passo avanti verso l'uso della terapia cellulare nei pazienti con melanoma avanzato. Si apre la strada al suo impiego nei tumori solidi

Il trial clinico

Un passo avanti verso l'uso della terapia cellulare nei pazienti con melanoma avanzato. Si apre la strada al suo impiego nei tumori solidi

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Immagine: Yang Lab/UCLA
di redazione
Per la prima volta uno studio randomizzato dimostra che la terapia cellulare funziona nei tumori solidi. I pazienti con melanoma avanzato trattati con linfociti infiltranti il tumore (TIL) hanno avuto una riduzione del 50% della progressione della malattia rispetto al trattamento standard

Si inaugura un nuovo paradigma della lotta al cancro. Lo si fa oggi 10 settembre, al congresso dell’European Society for Medical Oncology (Esmo, Parigi 9-13 settembre). Per la prima volta una terapia cellulare dimostra di funzionare in un tumore solido, il melanoma, e di funzionare meglio dell’immunoterapia utilizzata come standard di cura. 

I risultati del trial clinico di fase 3 M14TIL dimostrano che la terapia con linfociti infiltranti il tumore (Tumor Infiltrating Lymphocytes, Til) migliora significativamente la sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival) in confronto all’immunoterapia in pazienti con melanoma avanzato. 

«È la prima volta che viene dimostrato in uno studio randomizzato e controllato che la terapia cellulare può essere efficace e procurare benefici ai pazienti con tumori solidi. Nei pazienti con melanoma, abbiamo osservato una riduzione del 50 per cento della possibilità di progressione della malattia o di morte a causa della malattia, il che rappresenta una svolta nella pratica clinica. Questa è la prima volta che un approccio basato sui linfociti TIL viene confrontato direttamente con il trattamento standard di cura, in questo caso ipilimumab», ha dichiarato John Haanen, del Netherlands Cancer Institute di Amsterdam, principale autore dello studio. 

Il trattamento consiste in una procedura in più fasi:  vengono prelevati i linfociti T da un piccolo campione di tumore ottenuto con una resezione chirurgica, i linfociti infiltranti il tumore  vengono fatti crescere in laboratorio dove vengono potenziati e aumentati di numero e poi reinfusi nel paziente successivamente alla chemioterapia. I linfociti infiltranti i tumori riconoscono le cellule tumorali, si introducono al loro interno e si metono all’opera per ucciderle. 

Il trial clinico che potrebbe inaugurare la nuova era delle terapie cellulari (finora usate per i tumori liquidi) nei tumori solidi ha coinvolto 168 pazienti con un melanoma avanzato che sono stati divisi in due gruppi, il primo trattato con la Til therapy e il secondo con l’immunoterapia standard (ipilimumab). Molti partecipanti avevano seguito in precedenza una terapia con inibitori di  PD-1 senza successo (nivolumab o pembrolizumab). Questa, in particolare, è la categoria di pazienti più difficile da trattare. Quando si fallisce la prima linea di trattamento con gli anti PD-1, le opzioni terapeutiche diventano scarse e poco efficaci. La terapia con i Til risponde quindi a un profondo bisogno insoddisfatto. 

Dai risultati dello studio è emerso che i pazienti trattati con i linfociti infiltranti il tumore avevano una sopravvivenza mediana libera da progressione significativamente più lunga di quelli trattati con ipilimumab: 7,2 mesi rispetto a 3,1 mesi.  Il tasso di risposta globale ai TIL è stato del 49 per cento contro il 21 per cento per ipilimumab. La sopravvivenza globale mediana è stata di 25,8 mesi contro 18,9 mesi. I pazienti sono ancora seguiti per la valutazione della sopravvivenza globale. 

I dati sugli effetti collaterali sono invece sfavorevoli per la terapia con Til. In tutti i pazienti trattati con la terapia sperimentale sono stati osservati  eventi avversi di grado 3 o superiore in confronto al 57 per cento dei pazienti trattati con ipilimumab. Ma secondo i ricercatori i benefici della terapia con TIL superano di gran lunga i rischi: «Gli effetti collaterali sono ben gestibili e la maggior parte si risolvono nel momento in cui i pazienti lasciano l'ospedale dopo la terapia con TIL. La maggior parte degli effetti collaterali sono correlati alle altre terapie, tra cui la chemioterapia e l'interleuchina-2, che i pazienti ricevono come parte del protocollo. La terapia con TIL può potenzialmente procurare benefici ai pazienti con un'ampia gamma di tumori solidi. sono attualmente in corso studi su molti tipi di cancro, inclusi i tumori del polmone, del collo dell'utero e della testa e del collo», conclude Haanen.