Un probiotico aiuta contro le infezioni resistenti

Lo studio

Un probiotico aiuta contro le infezioni resistenti

di redazione
Il probiotico Bacillus assunto oralmente blocca l’ingresso del batterio Enteroccus faecalis nel sistema sanguigno, prevenendo così la sepsi. Per ora la terapia è stata testata solo sui topi. I risultati sono promettenti

Batterio contro batterio. È la nuova strategia terapeutica per combattere la sepsi: i ricercatori del National Institute of Allergy and Infectious Diseases hanno scoperto che un comune integratore può bloccare il passaggio  dell’Enterococcus faecalis dall'intestino al sangue, prevenendo quindi la comparsa di infezioni sistemiche potenzialmente molto pericolose. 

L’idea di usare il probiotico contro il batterio della sepsi si basa su alcuni studi che gli scienziati avevano condotto nel 2018 dai quali era emersa una curiosa proprietà protettiva del Bacillus subtilis: le persone con livelli elevati del batterio “buono” nel proprio intestino non venivano mai infettate dallo stafilocco aureo. E, grazie agli esperimenti sui topi, gli scienziati hanno scoperto come mai: il batterio Bacillus produce alcune sostanze in grado di disattivare un meccanismo chiave di segnalazione dello stafilocco aureo indispensabile per proliferare. 

Dato che S. aureus e E. faecalis hanno meccanismi di segnalazione simili, i ricercatori si sono chiesti se il probiotico Bacillus potesse prevenire la colonizzazione di E. faecalis. Hanno così testato l’ipotesi su modelli animali senza però trovare conferma di quanto sospettato. Bacillus subtilis non riusciva a impedire la colonizzazione di E. faecalis, ma sorprendentemente riusciva a interrompere sul nascere il processo della sepsi. Gli scienziati anche in questo caso hanno ricostruito il meccanismo specifico che permette a E.faecalis di passare dall’intestino al sistema sanguigno e hanno scoperto in che modo il batterio Bacillus intralcia il percorso impedendo così la sepsi. Lo studio è stato pubblicato su Science Translational Medicine. 

Gli esperimenti sui topi hanno dato risultati incoraggianti: gli animali con un sistema immunitario debole, particolarmente a rischio di sepsi, e infettati con E.faecalis che avevano assunto il probiotico per via orale non andavano incontro alla setticemia che consiste in risposta infiammatoria eccessiva dell’organismo a un’infezione che danneggia tessuti e organi compromettendone il funzionamento. 

Il vantaggio di avere un aiuto da un probiotico nel momento in cui la medicina si trova in piena emergenza da antibiotico-resistenza è evidente. Se l’efficacia della terapia venisse confermata sugli esseri umani si tratterebbe di un grande progresso nel trattamento delle infezioni. «L’approccio probiotico proposto in questo studio, che utilizza spore di Bacillus subtilis somministrate per via orale che germinano nell'intestino, ha il vantaggio che le molecole inibitorie vengono costantemente prodotte da un organismo vivo», affermano i ricercatori.

I batteri enterococchi, come i batteri stafilococchi, riescono facilmente a diffondersi all’interno dell’organismo, sono resistenti alla maggior parte degli antibiotici e possono portare a gravi malattie e morte. Secondo i Centers for Diseases and Control statunitensi nel 2017 ci sono stati più di 5mila decessi e 50mila casi di malattia enterococcica resistenti all'antibiotico vancomicina. 

Le persone che rischiano di più per un’infezione da da enterococco sono quelle che hanno assunto antibiotici per lunghi periodi di tempo, quelle che sono state ricoverate in ospedale, i pazienti sottoposti a un intervento chirurgico di recente o coloro che hanno impiantato un dispositivo medico invasivo come un catetere e infine tutti gli individui con un sistema immunitario indebolito, come pazienti in terapia intensiva, malati di cancro o persone che hanno subito un trapianto. La nuova terapia potrebbe rivelarsi preziosa in tutti questi casi.