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Il progetto
Ricerca: otto dottorati innovativi per cambiare la pratica clinica
Redazione
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Otto dottorati innovativi in cinque Università di quattro Regioni per aprire nuove frontiere della ricerca e accelerare il cambiamento nella pratica clinica. Le aree coinvolte spaziano dal Cardiovascolare all’Oncologia, dalle Neuroscienze alla Digital Health, fino a Data Science e Scienze omiche.

È quanto prevede il progetto presentato giovedì 4 dicembre a Roma con il quale, nell'ambito di una partnership con il ministero dell'Università e della ricerca (Mur), Bristol Myers Squibb Italia co-finanzia otto dottorati della durata di tre anni rivolti a giovani ricercatori che avranno anche l’opportunità di trascorrere sei mesi nell'azienda.

«Un’azienda bio-farmaceutica globale come Bristol Myers Squibb mantiene lo sguardo rivolto al futuro – sostiene Regina Vasiliou, Vice President, General Manager di Bristol Myers Squibb Italia --e il finanziamento degli otto dottorati innovativi si inserisce in questo contesto». Quando il Mur ha istituito i dottorati, prosegue Vasiliou, «abbiamo colto l’opportunità di instaurare una collaborazione con alcune Università italiane e supportare la crescita professionale dei dottorandi, che consentirà loro di acquisire nuove competenze e avvicinarsi al mondo dell’impresa».

Uno degli obiettivi della Missione 4 del PNRR è il rafforzamento dei sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle Istituzioni, che si concretizza in forme di collaborazione, come i partenariati fra pubblico e privato. La riprogrammazione del PNRR ha previsto un incremento del contributo a carico del ministero per ciascuna borsa di dottorato, che ora è di 60 mila euro. BrMS ha contribuito a co-finanziare gli otto dottorati e l’investimento complessivo è stato di circa 587 mila euro.

La ricerca clinica è «un driver fondamentale per la crescita del sistema Paese: attrae investimenti, accelera l’accesso a terapie innovative e rafforza la competitività scientifica dell’Italia» ricorda Roberto Poscia, presidente del Comitato per le Terapie avanzate dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il nostro Paese si distingue per la qualità degli studi condotti, tuttavia il settore «deve affrontare una criticità cruciale: la carenza di personale formato che possa essere “arruolato” nel Ssn. Figure come data manager, study coordinator e professionisti della ricerca sono sempre più richieste, ma mancano percorsi formativi omogenei e riconoscimenti professionali adeguati».

I dottorati sono attivati in collaborazione con cinque Atenei italiani: due all’Università di Bari, due alla Sapienza Università di Roma, due all’Università di Roma Tor Vergata, uno all’Humanitas University di Milano e uno all’Università del Piemonte Orientale.

«Da sempre Bristol Myers Squibb è partner delle Istituzioni a livello europeo, sostenendo la ricerca e promuovendo l’innovazione scientifica» sostiene Michael May, Vice President, Head of European Medical di BMS. «In Europa – ricorda infine conduciamo il 70% delle nostre sperimentazioni. Negli ultimi tre anni abbiamo investito inoltre, a livello globale, 28 miliardi di dollari in progetti di ricerca e sviluppo, di cui 11,2 soltanto nel 2024». 

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