Una start-up per studiare la prima retina artificiale liquida

Il progetto

Una start-up per studiare la prima retina artificiale liquida

di redazione

Si chiama Novavido la start-up che, grazie a un primo investimento di 1,4 milioni di euro di Alfasigma, Utopia SIS, Istituto David Chiossone e Club2021, inizierà nei prossimi due anni la fase di sperimentazione sull’uomo della retina artificiale liquida. Un secondo investimento di circa 4,5 milioni è previsto allo scadere dei 24 mesi e sarà legato al buon esito e all’implementazione del piano e agli step di crescita.

La tecnologia che sarà sperimentata consiste nell’iniettare nell’area retro-oculare una sospensione di nanoparticelle polimeriche biocompatibili e fotoattive (cioè che reagiscono alla luce) per sostituire i fotorecettori danneggiati, ripristinando la stimolazione dei neuroni retinici che inviano le informazioni visive al cervello. La tecnica è supportata da incoraggianti risultati sperimentali ottenuti durante i test preclinici pubblicati nel 2020 sulla rivista internazionale Nature Nanotechnology. La retina artificiale liquida non necessita di alcun tipo di occhiali, telecamere o fonti di alimentazione e viene somministrata localmente come un farmaco tramite iniezione, consentendo quindi un intervento chirurgico breve e poco traumatico.

La startup, che ha concluso un contratto di licenza per l’utilizzo dei tre brevetti depositati durante le attività di ricerca dell'Istituto italiano di tecnologa it e dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, una volta che la tecnologia sarà validata nei primi test clinici, seguirà i pazienti dalle fasi preliminari alla riabilitazione finale e, nel contempo, continuerà l’attività di ricerca per l’ottimizzazione di questo trattamento e la messa a punto di altre soluzioni per affrontare la varietà di malattie neurodegenerative legate alla visione.