La statura la decidono i geni. E ora siamo più vicini a scoprire quali

Lo studio

La statura la decidono i geni. E ora siamo più vicini a scoprire quali

L'altezza di una persona è fortemente influenzata dal suo DNA. Un nuovo studio sul genoma di 4 milioni di persone aiuta a individuare le varianti genetiche che influenzano questa caratteristica fisica

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Immagine: Credit: An abnormally tall and an abnormally small man: the former about to light the latter's cigarette. Photograph, 1927. Credit: Wellcome Collection. Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
di redazione

La statura la decide il destino. Ossia, scientificamente parlando, il Dna.  

I fattori ambientali contano veramente poco: se una persona è alta o bassa dipende per l’80 per cento dai geni e solo per il 20 per cento dall’ambiente. Ma individuare i geni specifici responsabili dell’altezza è tuttora un rompicapo per la scienza. La volta in cui ci si è andati più vicini si è riuscito a cogliere i fattori genetici che spiegano solo il 25 per cento delle differenze di statura. 

Ora invece sono stati individuati i fattori genetici responsabili al cento per cento delle diverse altezze tra gli individui. Non abbiamo il nome e cognome dei geni, ma sappiamo dove andarli a cercare.

Dall’analisi del genoma di 4 milioni di persone un nuovo studio, il più ampio mai condotto fino a oggi, ha identificato 10mila marcatori del Dna (piccole variazioni del materiale genico, in termini biologici “polimorfismi a singolo nucleotide”) che sembrerebbero completare il puzzle contribuendo a dare una spiegazione completa  dell'influenza delle varianti genetiche comuni sull’altezza. 

Con il sequenziamento del genoma umano si era sperato di aver trovato il bandolo della matassa, l’origine genetica di molti aspetti della nostra vita, dalle malattie, ai tratti caratteriali, alla fisionomia. 

Ma individuare i fattori genetici in molti casi si è rivelato più difficile del previsto. E uno di questi casi è per l’appunto l’altezza. 

Passi avanti sono stati fatti grazie agli studi chiamati “genome-wide association (GWA), un’indagine dei geni di una popolazione per determinare le variazioni geniche tra gli individui in esame. 

Gli studi genome-wide condotti finora per ricostruire l’origine genetica dell’altezza hanno trovato pochi tasselli del puzzle riuscendo a individuare sequenze di Dna, marcatori, capaci di spiegare solo il 25 per cento della variabilità nella statura. 

I ricercatori della University of Queensland di St. Lucia, in Australia, hanno pazientemente analizzato 201 studi GWA con più di 4 milioni di partecipanti individuando 10mila marcatori o varianti polimorfiche comuni responsabili del 40 per cento delle differenze di statura. Unite a quelle precedenti questa scoperta arriva a completare il quadro trovando una spiegazione genetica per il cento per cento della variabilità dell’altezza.

Quest’ultimo studio ha in sostanza  limitato il campo di indagine nella ricerca dei geni dell’altezza. Ora sappiamo di doverli cercare nei 10mila marcatori, che rappresentano il 30 per cento del genoma umano.