Vaccino antinfluenzale: si lavora a uno spray nasale

Innovazione

Vaccino antinfluenzale: si lavora a uno spray nasale

Un vaccino intranasale induce una risposta immunitaria più efficace contro i virus respiratori. Finora però mancava l’adiuvante che ne assicurasse la riuscita. Alla Georgia State University hanno realizzato nanoparticelle che potenziano l’effetto immunizzante. Potrebbero servire per altri vaccini

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Immagine: NIAID / Flickr (https://www.flickr.com/photos/niaid/46057881342)
di redazione

Un vaccino nasale contro l’influenza ad ampio spettro, capace cioè di proteggere da una vasta gamma di ceppi virali. È la nuova tecnologia a nanoparticelle messa a punto dall’Institute for Biomedical Sciences della Georgia State University che potrebbe fare da apripista a una nuova generazione di vaccini (non esclusi quelli anti-Covid) contro le infezioni virali delle vie respiratorie. I vaccini che non richiedono un’iniezione sono chiaramente più facili da somministrare e solitamente più accettati dalla popolazione.  

Ma, soprattutto, i vaccini somministrati sotto forma di spray nasale sono più efficaci di quelli intramuscolo nei confronti delle infezioni virali respiratorie perché possono bloccare i virus già sulla “porta di ingresso” impedendogli di entrare nell’organismo. Allo stesso tempo però sono in grado di stimolare le difese anche su altri fronti nel caso in cui il patogeno riuscisse ad aggirare la barriera principale. 

Realizzare un vaccino intranasale efficace non è semplice. I vaccini di questo tipo possono garantire la sicurezza utilizzando proteine o peptidi non nocivi per l’organismo, ma rischiano di indurre una risposta immunitaria debole se non ricorrono al contributo di una sostanza adiuvante capace di agire nelle mucose delle vie aeree superiori per potenziare la risposta all’antigene. Finora non era ancora stato individuato l’adiuvante ideale che permette al vaccino intranasale di funzionare al meglio. 

I ricercatori della Georgia State University hanno sviluppato il loro vaccino utilizzando come antigene l’emoagglutinina ricombinante (HA), una proteina presente sulla superficie del virus influenzale con un ruolo chiave nel permettere al virus di penetrare nelle cellule. E come adiuvante hanno usato un tipo particolare di nanoparticelle prodotte in laboratorio (nanoparticelle di ossido di grafene funzionalizzate con polietilenimmina). Dalla combinazione dei due elementi è venuto fuori un vaccino intranasale efficace contro più ceppi virali. 

Il nuovo prodotto è stato descritto su Proceedings of the National Academy of Sciences. Il punto di forza del vaccino intranasale consiste nel tipo di risposta immunitaria che riesce a indurre. 

I vaccini tradizionali per lo più stimolano la produzione di anticorpi. Ma il sistema immunitario possiede altre armi di difesa efficaci soprattutto contro le infezioni delle vie respiratorie tra cui le cellule T residenti della memoria (Trm) presenti nei polmoni. Queste cellule sono indispensabili per una protezione crociata ottimale contro l'infezione polmonare da influenza. Il problema è che questo tipo di cellule si attiva solamente con i vaccini per via nasale oppure attraverso l’infezione stessa. 

I ricercatori hanno testato il nuovo vaccino sui topi e su colture cellulari, osservando che le nanoparticelle usate come adiuvante hanno migliorato significativamente le risposte immunitarie tanto sulle superfici delle mucose quanto nel resto del corpo negli animali. Il vaccino ha dimostrato di poter proteggere da vari ceppi del virus.  

La nuova tecnologia potrebbe venire adattata, suggeriscono i ricercatori, per costruire vaccini nasali per diversi patogeni respiratori.