Un bambino su cinque è in sovrappeso e uno su dieci obeso

L’allarme

Un bambino su cinque è in sovrappeso e uno su dieci obeso

Resta molto da fare anche sulla percezione delle famiglie: il 40,3% dei bambini in sovrappeso o obesi è percepito dai genitori come normopeso se non addirittura sottopeso

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Immagine: E.3, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

I bambini italiani sono poco attivi e mangiano male. Ecco perché l’Italia è tra i Paesi europei che fanno registrare i valori più alti di eccesso ponderale nella popolazione in età scolare. I bambini italiani in sovrappeso sono infatti il 20,4% e quelli obesi il 9,4%, compresi i gravemente obesi che rappresentano il 2,4%.

I dati (relativi al 2019) sono quelli elaborati da OKkio alla SALUTE, il sistema di sorveglianza coordinato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto superiore di sanità.

Secondo l’indagine dell’Iss, che ha coinvolto, come negli anni precedenti, più di 50 mila bambini e le loro famiglie, i genitori hanno riferito che quasi un bambino su due non fa una colazione adeguata al mattino, uno su quattro beve ogni giorno bevande zuccherate/gassate e consuma frutta e verdura meno di una volta al giorno. I legumi sono consumati meno di una volta a settimana dal 38% dei bambini e quasi la metà mangia snack dolci più di tre giorni a settimana. Anche sull’attività fisica sarebbe necessario maggiore impegno: un bambino su cinque non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’intervista, più del 70% non va a scuola a piedi o in bicicletta e quasi la metà trascorre più di due ore al giorno davanti al televisore, al tablet o al cellulare. Quanto al sonno, quasi il 15% dorme meno di nove ore per notte.

«Questi dati mostrano alcuni miglioramenti, con un’ulteriore riduzione dell’eccesso ponderale nei bambini del nostro Paese, ma – avverte Angela Spinelli, direttrice del Cnapps – ci ribadiscono che bisogna insistere con le strategie di prevenzione e promozione dei corretti stili di vita, anche in questo attuale contesto pandemico e in possibili condizioni di lockdown. Costretti a stare in casa possiamo cogliere l’occasione per trasformare questa situazione in una nuova opportunità di salute – raccomanda - modificando in meglio le nostre abitudini alimentari e praticando del movimento anche in ambienti confinati».

Resta tuttavia da superare un problema non da poco, vale a dire la percezione dei genitori in merito al peso dei propri bambini e alla quantità di cibo consumato. 

Il report mostra infatti il 40,3% dei bambini in sovrappeso o obesi è percepito dalla madre come normopeso se non addirittura sottopeso; tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 69,9% pensa che la quantità di cibo assunta dal proprio figlio non sia eccessiva. Inoltre, il 59,1% delle madri di bambini fisicamente poco attivi pensa che il proprio figlio svolga attività fisica adeguata,  mostra il rapporto del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto superiore di sanità, che di recente è stato designato come Centro di riferimento dell’Oms sull’obesità infantile.

«È un riconoscimento importante - assicura il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro - poiché per l’Istituto è centrale l’impegno della promozione di stili di vita salutari soprattutto nelle fasce di popolazione giovanili poiché da loro dipende la qualità della vita, il benessere e quindi la sostenibilità dei sistemi sanitari futuri».