Cancro: mortalità in calo in Ue, 6 milioni di decessi evitati in 30 anni

Lo studio

Cancro: mortalità in calo in Ue, 6 milioni di decessi evitati in 30 anni

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Immagine: cottonbro studio: https://www.pexels.com/photo/an-elderly-man-opening-a-window-curtain-8860207/
di redazione
Studio italiano su Annals of Oncology: in calo il tasso di decessi per tutti i tumori, salvo che per il polmone nelle donne con più di 65 anni e per quello del pancreas

Tra il 2018 e il 2023 nell’Unione Europea e nel Regno Unito la mortalità per cancro è scesa del 6,5% negli uomini e del 3,7% nelle donne. Calano tutti i tumori ma restano criticità per il tumore al polmone nelle donne con più di 65 anni e per il tumore al pancreas. Sono alcuni dei dati emersi da uno studio coordinato dall’Università degli Studi di Milano assieme all’Università di Bologna, e sostenuto da Fondazione AIRC. La ricerca è stata pubblicata su Annals of Oncology

La ricerca, coordinata da Carlo La Vecchia, docente di epidemiologia presso l’Università Statale di Milano, stima che 2023 nell’Unione Europea si verificheranno circa 1.262.000 decessi per cancro. 172.300 quelli previsti nel Regno Unito.

Per il 2023 si prevedono andamenti favorevoli per i tassi di mortalità nei dieci siti tumorali più comuni in gran parte dei Paesi europei, anche se il numero assoluto di decessi aumenterà a causa dell’invecchiamento della popolazione. Complessivamente, stimano i ricercatori, i miglioramenti osservati negli ultimi anni hanno consentito di evitare 5,9 milioni di morti nell’UE e circa 1,24 milioni nel Regno Unito dal 1989 al 2023. 

Meno fumo, meno cancro

«Se l'attuale tendenza favorevole dei tassi di mortalità per tumore dovesse continuare, un’ulteriore riduzione del 35% entro il 2035 sarebbe possibile. La cessazione del consumo di tabacco ha contribuito a questi andamenti. Per mantenerli nel tempo sono necessari ulteriori sforzi per controllare l’epidemia di sovrappeso, obesità e diabete, limitare il consumo di alcol, migliorare l’utilizzo degli screening per diagnosi precoce e le terapie, e controllare le infezioni virali per le quali esistono vaccini e terapie», ha detto La Vecchia. 

«Il controllo del tabagismo si riflette nella diminuzione della mortalità per tumore al polmone. Ci sono ancora ampi margini di miglioramento, in particolare tra le donne, per le quali i tassi di mortalità per tumore del polmone continuano ad aumentare. Contrariamente a quanto notato per gli uomini, durante il periodo tra il 1989 e il 2023, nelle donne non risultano morti evitate per tumore al polmone nell’UE», ha aggiunto Eva Negri, docente di Medicina del Lavoro al dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche all'Università di Bologna, responsabile dello studio e del relativo sostegno da parte della Fondazione AIRC. «Un’altra neoplasia che non mostra miglioramenti tra gli uomini e aumenta nelle donne è il tumore al pancreas. Tra un quarto e un terzo di queste morti può essere attribuito al tabagismo, e le donne, soprattutto nei gruppi di età più avanzata, non hanno smesso di fumare».

La ricerca ha rilevato che nel 2023 nei Paesi dell’UE è stato stimato un tasso di mortalità per tutti i tumori di 123,8 per 100.000 uomini e 79,3 per 100.000 donne. Nel Regno Unito i tassi corrispondenti saranno 106,5 e 83,5 per 100.000 rispettivamente per uomini e donne. 

Giù tutti i tumori

L’andamento della mortalità scenderà per tutte le sedi tumorali analizzate, ma è previsto nelle donne dell’UE un aumento del 3,4% per il tumore al pancreas e dell’1% per quello del polmone. Inoltre, nonostante il calo previsto del 13,8%, le donne del Regno Unito continueranno ad avere un tasso di mortalità per tumore al polmone più elevato che nell’UE, dovuto a una maggior diffusione del fumo nelle donne anziane. 

Nei Paesi dell’UE considerati sono previsti aumenti di mortalità per il tumore polmonare nelle donne del 14% in Francia, del 5,6% in Italia e del 5% in Spagna. Esaminando nel dettaglio le fasce d’età delle donne, si prevede una diminuzione nel tasso tra i 25 e i 64 anni, mentre si riscontra un aumento nelle ultrasessantacinquenni. 

«Questo è dovuto al fatto che le donne attualmente con età compresa tra i 45 e i 64 anni, nate negli anni 60 e 70, hanno fumato meno e hanno smesso prima rispetto a quelle nate negli anni 50, che erano ventenni negli anni 70, quando il fumo tra le giovani donne era maggiormente diffuso», ha illustrato Matteo Malvezzi, ricercatore presso l’Università di Milano. 

Il ruolo dell’obesità

Tra i trend identificati dallo studio il ruolo del sovrappeso e dell’obesità come fattore di rischio per i tumori alla mammella in post-menopausa, endometrio (utero), stomaco e colon-retto.

Sebbene i tassi di mortalità per cancro allo stomaco siano in calo, grazie a una migliore conservazione degli alimenti, diete più sane e la diminuzione delle infezioni da Helicobacter pylori, circa un terzo dei tumori allo stomaco si verifica oggi nel cardias, che è associato al sovrappeso e all’obesità e al reflusso gastro-esofageo, noto fattore di rischio per questo tumore. 

Il tumore al colon-retto sarà la terza causa di mortalità neoplastica per le donne sia nell’UE che nel Regno Unito con tassi di mortalità rispettivamente pari a 8 e 10 per 100.000 donne. Negli uomini il cancro alla prostata sarà la terza causa, con tassi previsti di 9,5 e 11,2 per 100.000 uomini nell’UE e nel Regno Unito. 

I tassi di mortalità per il cancro del colon-retto sono in calo nell’UE, mentre nel Regno Unito hanno mostrato andamenti meno favorevoli. «Gli aumenti registrati sia nell’incidenza che nella mortalità per il tumore al colon-retto tra le giovani donne nel Regno Unito sono un dato preoccupante. Questo può essere in parte spiegato dalla prevalenza di sovrappeso e obesità e dal consumo di alcol e tabacco», afferma Eva Negri.

La ricerca è stata sostenuta da Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.