Covid-19. Anche da giovani chi è in sovrappeso rischia di più

Lo studio

Covid-19. Anche da giovani chi è in sovrappeso rischia di più

I risultati del primo ampio studio sull’impatto del peso sugli esiti di Covid-19 dimostrano che nella popolazione under 40 il sovrappeso è un fattore di rischio determinante e indipendente. Diventa meno importante dopo i 60 e finisce per non avere quasi alcun effetto dopo gli 80

di redazione

Quando toccherà agli under 40 potrebbe essere la bilancia a decidere a chi dare la priorità nella vaccinazione. Nelle persone giovani il sovrappeso aumenta significativamente il rischio di ammalarsi gravemente di Covid-19 e l’indice di massa corporea potrebbe indicare chi andrebbe protetto per primo. Una decisione del genere sarebbe malvista in tempi di body shaming, discriminatoria e troppo a rischio di alimentare lo stigma, ma da un punto di vista clinico sarebbe la scelta giusta. 

Almeno così lascia intendere il primo ampio studio sull’impatto del peso  corporeo sull’andamento dell’infezione da Sars-Cov-2 appena pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology

Lo studio ha coinvolto 7milioni di persone residenti in Inghilterra tra cui 20mila pazienti ricoverati o deceduti per Covid-19 durante la prima ondata dell’epidemia. 

Dall’analisi dei dati è emerso che il rischio di andare incontro a forme gravi della malattia inizia ad aumentare non appena il valore dell’indice di massa corporea supera i 23kg/m2, una misura che rientra ancora nel range di normalità. 

I rischi di ospedalizzazione erano del 5 per cento più alti per ogni unità in più dell’indice di massa corporea e il rischio di ricovero in terapia intensiva era del 10 per cento più alto per ogni aumento di una unità dell’Imc. 

Il sovrappeso è un pericolo soprattutto per le persone più giovani tra i 20 e i 39 anni di età, mentre per gli over 60 smette di essere un fattore di rischio significativo. Dagli 80 anni in su i chili in eccesso hanno un impatto minimo sull’esito della malattia. I ricercatori hanno selezionato i casi gravi di Covid-19  tra il 24 gennaio e il 30 aprile del 2020. Tra questi c’erano 13mila ricoverati in ospedale, 1.600 pazienti curati in terapia intensiva e 5.500 deceduti. 

In generale, specificano gli autori dello studio, l’età resta il fattore di rischio principale. Tra tutti i casi di Covid analizzati la maggior parte dei pazienti più gravi aveva più di 80 anni (4.700), circa 5mila avevano tra i 60 e i 79 anni, 2.800 tra i 40 e i 59 e 922 tra i 20 e i 39 anni. 

Ma nelle persone più giovani il sovrappeso è un fattore di rischio autonomo, indipendente dalla presenza di altre patologie. 

«Il nostro studio dimostra che anche un eccesso di peso molto modesto è associato a maggiori rischi di gravi complicanze per Covid-19 e i rischi aumentano bruscamente all'aumentare dell’indice di massa corporea. Abbiamo dimostrato anche che i rischi associati all'eccesso di peso sono maggiori nelle persone di età inferiore ai 40 anni, mentre il peso ha un effetto minimo o nullo sulle possibilità di sviluppare Covid-19 grave dopo gli 80 anni. Questi risultati suggeriscono che le politiche di vaccinazione dovrebbero dare la priorità alle persone con obesità, soprattutto ora che il vaccino viene distribuito a gruppi di età più giovane», ha dichiarato Carmen Piernas, dell’Università di Oxford, principale autore dello studio. 

È altamente probabile, anche se ancora non è stato dimostrato, che la perdita di peso riduca il rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19.