Covid-19: tre donne su quattro hanno trascurato la propria salute e l’85 per cento ha sofferto di almeno un disturbo psichico per un lungo periodo

L'indagine

Covid-19: tre donne su quattro hanno trascurato la propria salute e l’85 per cento ha sofferto di almeno un disturbo psichico per un lungo periodo

di redazione

Sette donne su dieci hanno trascurato la propria salute fisica, ma il dato sale all’86 per cento se si considerano le donne con patologie croniche. Disturbi del sonno, tristezza e pianto, pensieri negativi, bassa autostima e apatia sono alcuni dei sintomi che hanno accompagnato le donne durante il periodo di emergenza sanitaria, soprattutto coloro che hanno sofferto di difficoltà economiche importanti, tanto che quasi nove su dieci hanno sofferto di almeno un disturbo psichico per un periodo prolungato.

Sono alcuni risultati del sondaggio realizzato da Fondazione Onda in collaborazione con Didael KTS attraverso un’indagine condotta dall’Istituto di ricerca Elma Research su un campione di 609 donne con un’età media di 39 anni, distribuito equamente su tutto il territorio nazionale.

«Le donne sono le prime vittime della pandemia – sostiene sostiene Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda - indipendentemente se malate o meno. L’impatto sulla salute fisica e psichica del Covid-19 è stato pesante come confermato dall’indagine che abbiamo svolto su Donne, Covid e Lavoro. Nel nostro campione il 76 per cento delle donne ha trascurato la propria salute rinunciando a screening preventivi e a visite di controllo, l’85 per cento ha sofferto di almeno un disturbo psichico prolungato dopo l’emergenza, il 39 per cento ha avuto difficoltà economiche e il 33 per cento delle donne intervistate ritiene che a seguito dell’emergenza sanitaria la propria condizione lavorativa sia decisamente peggiorata. Per non parlare delle violenze domestiche che sono drammaticamente aumentate in Italia».

«Numerosi studi condotti sulla popolazione italiana durante la pandemia hanno mostrato un notevole aumento dei disturbi affettivi comuni – commenta Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia - in particolare della sintomatologia depressiva e ansiosa. Secondo alcune recenti indagini conoscitive, lo smartworking provoca nel 48 per cento dei casi l’aumento di un'ora di lavoro al giorno, nel 35 per cento dei casi un’ansia da timore di perdita del lavoro in alcuni settori professionali maggiormente colpiti dalla pandemia. Le conseguenze psichiche sono pesanti, si parla di “workalcohol”, “technostress”, sindrome “da pigiama”. Le donne sono più esposte -precisa - e cronicamente sotto pressione a causa dell’incremento del multitasking».

Dall'indagine, tuttavia, è emerso anche un aspetto positivo: l’emergenza sanitaria ha insegnato un nuovo modo di lavorare e la tecnologia si è rivelata un’ottima alleata nella gestione della propria salute.la metà delle intervistate ha riferito di aver imparato a usare nuove tecnologie e strumenti di lavoro e tutte hanno utilizzato almeno una app o servizio a supporto della salute. come per prenotazione e ritiro di esiti di esami.