Le culle vuote della pandemia: in Europa a gennaio 2021 la natalità è calata del 14%

Lo studio 

Le culle vuote della pandemia: in Europa a gennaio 2021 la natalità è calata del 14%

di Roberto Amato
on sono nati bambini per effetto del lockdown: le coppie erano spaventate o costrette a stare distanti. Il calo maggiore della natalità infatti c’è stato a gennaio 2021, 9 mesi dopo il lockdown

C’era da aspettarselo. Era già successo in passato con altre epidemie: in tempi di crisi si fanno meno figli. Il fenomeno si è ripetuto ancora: anche Covid-19 ha svuotato le culle provocando in Europa un calo considerevole della natalità. A gennaio 2021 in media in Europa c’è stato un numero di neonati inferiore del 14 per cento rispetto a quello del gennaio 2018 e 2019. 

Il dato è contenuto in uno studio pubblicato su Human Reproduction secondo il quale i mancati concepimenti sono da attribuire al clima di paura e incertezza e alle misure restrittive piuttosto che all’infezione di per sé. Le coppie hanno rinunciato a procreare perché spaventate o perché costrette alla lontananza. I figli che mancano all’appello, per intenderci, sono quelli non concepiti, non quelli mai nati per le complicanze della gravidanza, precisano gli autori dello studio. Lo dimostra il fatto che il calo delle nascite è avvenuto circa 9-10 mesi dopo la prima ondata e non nelle settimane successive all’esposizione al virus. 

«Il calo delle nascite a nove mesi dall'inizio della pandemia sembra essere più comune nei Paesi in cui i sistemi sanitari erano in difficoltà e la capacità degli ospedali era superata. Ciò ha portato a blocchi e misure di distanziamento sociale per cercare di contenere la pandemia. Più lunghi sono stati lockdown, meno gravidanze si sono verificate in questo periodo, anche in Paesi non gravemente colpiti dalla pandemia. Pensiamo che i timori delle coppie di una crisi sanitaria e sociale al momento della prima ondata di COVID-19 abbiano contribuito alla diminuzione dei nuovi nati nove mesi dopo», commenta Léo Pomar della School of Health Sciences di Losanna, in Svizzera, tra gli autori dello studio. 

I ricercatori hanno analizzato i dati di 24 Paesi europei nei periodi immediatamente precedenti e successivi alla prima ondata di Covid-19. Il mese delle culle vuote è stato gennaio 2021. Nove mesi prima erano iniziati un po’ ovunque in Europa i lockdown. 

A livello nazionale, a gennaio 2021 sono state osservate diminuzioni dei tassi di natalità in Belgio (12% in meno), Estonia (13%), Francia (14%), Italia (17%), Lettonia (15,5%), Lituania (28%) , Portogallo (18%), Romania (23%), Russia (19%), Spagna (23,5%), Ucraina (24%), Inghilterra e Galles (13%) e Scozia (14%). A marzo 2021, nove a dieci mesi dopo la fine del lockdown, il tasso di natalità è tornato ai livelli degli anni precedenti, ma non c’è stata una compensazione del calo delle nascite di gennaio 2021. 

La durata dei lockdown è stato l'unico fattore associato alla riduzione delle nascite. La Svezia, che non ha adottato il lockdown ma ha avuto un numero elevato di decessi, ma non ha registrato un calo delle nascite. 

«Il fatto che il rimbalzo delle nascite non sembri compensare il calo di gennaio 2021 potrebbe avere conseguenze a lungo termine sui dati demografici, in particolare nell'Europa occidentale dove la popolazione sta invecchiando», fanno notare i ricercatori.