ESC 2025
Disturbi mentali e malattie cardiovascolari, serve un cambiamento culturale
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    Mental Health Message
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    Wokandapix at Pixabay, CC0, via Wikimedia Commons
Redazione
Presentata al Congresso di Madrid la prima Dichiarazione di consenso clinico ESC mai sviluppata sul tema del rapporto tra disturbi mentali e malattie cardiovascolari

Serve una maggiore consapevolezza sul rapporto tra disturbi mentali e malattie cardiovascolari per migliorare la salute dei pazienti.

A chiederla è una nuova Dichiarazione di consenso clinico, la prima di questo tipo, della Società europea di cardiologia (Esc) presentata al Congresso che si è svolto a Madrid dal 29 agosto all'1 settembre. Il documento è stato approvato anche dalla Federazione europea delle associazioni di psicologi, dall’Associazione europea di psichiatria e dalla Società internazionale di medicina comportamentale

Una cattiva salute mentale può contribuire allo sviluppo di malattie cardiovascolari, ma chi soffre di queste ultime è anche maggiormente esposto a problemi psicologici. È intuitivo, perciò, che le persone che convivono con entrambe le condizioni abbiano esiti di salute peggiori. La Dichiarazione raccomanda allora che i sintomi di disagio psicologico vengano sistematicamente rilevati durante le terapie cardiovascolari e che il rischio sia regolarmente valutato nei pazienti in trattamento per disturbi mentali. Raccomanda inoltre che i fattori di rischio psicosociali e legati alla salute mentale vengano inclusi nella valutazione del rischio cardiovascolare anche nelle persone sane.

«Vogliamo sensibilizzare sul rapporto bidirezionale tra salute mentale e malattie cardiovascolari» spiega Christi Deaton, professoressa emerita di Infermieristica all'Università di Cambridge, copresidente del gruppo di esperti che ha redatto il documento. «Ognuna aumenta il rischio dell’altra – sottolinea - e chi soffre di entrambe presenta gli esiti peggiori e il maggior carico di malattia. In questo documento di consenso riassumiamo ciò che sappiamo su come prevenire o ridurre gli esiti negativi, ma evidenziamo anche importanti lacune di conoscenza che devono essere affrontate con urgenza».

Tra i cambiamenti da adottare indicati dal documento c'è la creazione di Psycho-Cardio Teams, ossia équipe multidisciplinari che integrino professionisti della salute mentale come psicologi, psichiatri accanto ai cardiologi, rendendole parte integrante della cura standard.

«Nella pratica clinica cardiovascolare – osserva Héctor Bueno, del Centro nazionale di ricerca cardiovascolare e Dipartimento di Cardiologia dell'Hospital Universitario 12 de Octubre di Madrid, copresidente del panel che ha redatto il documento - spesso si trascura l’impatto della salute mentale e la sua importanza. Serve collaborazione tra cardiologi e professionisti della salute mentale nei Psycho-Cardio Teams, così da individuare precocemente i disturbi mentali nei nostri pazienti e migliorare assistenza e supporto anche per i caregiver».

La Dichiarazione segnala tra l'altro alcune problematiche da superare, come la scarsa consapevolezza da parte dei professionisti sanitari sulla diffusione dei disturbi mentali e il loro impatto sull’aumento del rischio cardiovascolare. E rileva gravi lacune nelle conoscenze, visto che mancano protocolli basati sull’evidenza per sostenere la salute mentale nella popolazione generale al fine di ridurre il rischio cardiovascolare; effettuare screening cardiovascolari nei pazienti con disturbi mentali; trattare i disturbi psicologici nei pazienti con malattie cardiovascolari.

In particolare, sottolinea il documento, è significativa la mancanza di dati su come supportare al meglio le persone con disturbi mentali gravi, prevenendo le malattie cardiovascolari in questi pazienti e garantendo cure efficaci a chi presenta entrambe le condizioni.

«Ci auguriamo che questa Dichiarazione stimoli un cambiamento che dia ai pazienti la possibilità di sentirsi liberi di parlare della propria salute mentale con i professionisti cardiovascolari – auspica infine Deaton - e che questi prendano seriamente in considerazione tali problemi. Ciò significa garantire valutazioni tempestive, un’adeguata gestione clinica e il supporto necessario a migliorare la salute mentale».

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