Durante la pandemia sono aumentate le complicanze della gravidanza, per le donne e i bambini

L’indagine

Durante la pandemia sono aumentate le complicanze della gravidanza, per le donne e i bambini

Una review su Lancet Global Health calcola i danni indiretti di Covid-19 sulla salute materno-infantile. Le morti fetali e la mortalità materna sono aumentate di un terzo, prevalentemente nei Paesi a basso e medio reddito. Curiosamente sono diminuiti i parti prematuri nei Paesi ricchi

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Immagine: Lindsay Mgbor/Department for International Development, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Lo si è fatto per le malattie mentali, per i tumori, per le patologie cardiache. E ora tocca alle gravidanze. Si confrontano i dati pre-pandemia con quelli registrati durante l’emergenza sanitaria ed esce fuori un calcolo piuttosto preciso dei danni indiretti di Covid-19. Tutti dovuti alle stesse ragioni: interruzione dei servizi assistenziali e timore di recarsi nelle strutture sanitarie. 

A occuparsi dell’impatto sulla salute delle donne incinte e dei bambini è una review appena pubblicata su The Lancet Global Health di 40 studi condotti in 17 Paesi. Con notevoli differenze tra Paese e Paese, il risultato generale parla di un aumento di circa un terzo delle morti in utero e della mortalità materna rispetto al periodo pre-pandemia. 

Le gravidanze più a rischio sono quelle delle donne che vivono nei Paesi a basso e medio reddito. Dallo studio sono stati esclusi  i casi di donne con l’infezione da Sars-Cov-2 perché lo scopo dell’indagine era valutare gli effetti indiretti e non quelli diretti della pandemia sulla salute materno-infantile. 

«La pandemia di Covid-19 ha avuto un profondo impatto sui sistemi sanitari di tutto il mondo. L'interruzione dei servizi, i lockdown a livello nazionale e il timore di frequentare le strutture sanitarie indicano che gli effetti negativi di Covid-19 hanno conseguenze sulla salute che si estendono oltre le morti e le malattie causate dal virus stesso. È chiaro dal nostro studio e da altri che l'interruzione causata dalla pandemia ha portato alla morte evitabile sia delle madri che dei bambini, specialmente nei paesi a basso e medio reddito», ha dichiarato Asma Khalil, della St George’s University di Londra a capo dello studio. 

I ricercatori hanno passato in rassegna 40 studi pubblicati tra il 1° gennaio del 2020 e l’8 gennaio del 2021 che raccoglievano i dati di più di 6milioni di gravidanze di 17 Paesi. Tutti mettevano a confronto i dati pre e post pandemia. 

Dai risultati di 12 studi sulla mortalità in utero emerge che il rischio delle morti fetali è aumentato del 28 per cento durante la pandemia.

Mentre i due studi condotti in Messico e in India sulla mortalità materna hanno dimostrato che il rischio per le donne di morire durante la gravidanza o il parto è aumentato di più di un terzo rispetto agli anni precedenti all’arrivo del coronavirus. 

Non è stata osservata invece nessuna variazione sul numero dei nati pre-termine. Anzi, curiosamente nei Paesi ad alto reddito si è assistito a una riduzione del 10 per cento delle nascite pre-termine.  Una delle ipotesi per spigare il fenomeno è quella del cambiamento delle abitudini imposte dalla pandemia con una sostanziale riduzione degli spostamenti e delle occasioni di rischio. 

Ugualmente, i tassi di diabete gestazionale o ipertensione gravidica non sono aumentati durante la pandemia. 

È invece aumentato di ben sei volte il numero di gravidanze ectopiche che hanno richiesto un intervento chirurgico, presumibilmente per le mancate diagnosi precoci che avrebbero potuto porre rimedio al problema senza il ricorso al bisturi. 

«Abbiamo un'opportunità senza precedenti di poter imparare dalle esperienze della pandemia Covid-19 per pianificare un futuro di assistenza alla maternità inclusiva ed equa in tutto il mondo. Tra le questioni da approfondire ci sarà quella di individuare i meccanismi alla base dell'apparente riduzione delle nascite pre-termine osservata in contesti ad alto reddito durante la pandemia, al fine di identificare nuovi interventi preventivi che potrebbero andare a beneficio di tutte le donne in tutto il mondo», ha dichiarato  Erkan Kalafat della Koc University, in Turchia, coautore dello studio. 

Anche la salute mentale delle donne in gravidanza è stata compromessa dalla pandemia. In sette studi su 11 si è registrato un considerevole aumento dei casi di depressione post-partum e di ansia tra le donne.