occhiello
Dazi USA
Egualia, la sicurezza degli approvvigionamenti viene prima delle barriere commerciali
Redazione
Corpo

Egualia, l'Associazione delle aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines, esprime preoccupazione per le dichiarazioni del presidente statunitense Trump, poiché «rappresentano un cambio di scenario che merita la massima attenzione. Pur prendendo atto del periodo transitorio annunciato, l’introduzione di dazi sui farmaci generici rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il commercio internazionale». A dirlo è il presidente dell'Associazione, Riccardo Zagaria, a commento dell'intenzione dell'Amministrazione statunitense di introdurre dazi sui medicinali generici.

I farmaci fuori brevetto sono «un presidio essenziale per la salute pubblica. Garantiscono ogni giorno la continuità delle cure a milioni di pazienti – prosegue Zagaria - e contribuiscono in modo determinante alla sostenibilità dei sistemi sanitari. Proprio per il loro valore strategico dovrebbero restare al di fuori delle dispute commerciali e dall’applicazione dei dazi. L'introduzione di barriere commerciali su prodotti che rappresentano oltre il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti rischia inoltre di aggravare le tensioni già esistenti nelle catene di approvvigionamento dei medicinali essenziali». Misure che ostacolano la libera circolazione dei farmaci, sostiene, «possono aumentare i costi, compromettere la continuità delle forniture e incidere sulla disponibilità dei medicinali per i pazienti».

Rafforzare la capacità produttiva nazionale, aggiunge Zagaria, «è un obiettivo legittimo e condiviso anche in Europa. Proprio per questo riteniamo che debba essere perseguito attraverso politiche industriali capaci di incentivare gli investimenti, sostenere la competitività e consolidare le filiere produttive, anziché con misure tariffarie che rischiano di alterare gli equilibri di un mercato globale profondamente integratoı».

Pertanto, secondo il presidente di Egualia, «occorre sostenere la produzione con politiche industriali e regole di mercato sostenibili, non creare nuove barriere commerciali. I medicinali equivalenti non sono una semplice commodity industriale, ma un'infrastruttura strategica per la salute pubblica. Ogni misura che ne comprometta la sostenibilità economica o la libera circolazione rischia di tradursi in minore disponibilità dei medicinali, maggiori costi per i sistemi sanitari e minore accesso alle cure per i pazienti».

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.