In Europa si usano ancora troppi antibiotici e la diffusione dei batteri resistenti resta preoccupante

Il rapporto dell’ECDC

In Europa si usano ancora troppi antibiotici e la diffusione dei batteri resistenti resta preoccupante

L’impatto di Covid-19 sull’antibiotico-resistenza lo sapremo più avanti. Per ora sappiamo che durante il lockdown il consumo di antibiotici è sceso drasticamente in molti Paesi europei, Italia in primis. Significa che prima venivano usati troppo e male. Lo dice l’ultimo rapporto dell’ECDC

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Immagine: ParentingPatch, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

In Italia durante il lockdown, tra marzo e maggio 2020, il consumo di antibiotici è sceso del 22-53 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È successo lo stesso in altri Paesi d’Europa. Come lo si spiega? Sono diminuite le prescrizioni inappropriate: i medici hanno ricevuto meno visite per infezioni delle vie respiratorie superiori (per lo più di origine virale) e hanno prescritto meno antibiotici. Così la pensano gli autori dell’ultimo rapporto dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) sul consumo di antibiotici e sull’antibiotico resistenza in Europa. 

I numeri del lockdown sono forse la prova più evidente dell’uso eccessivo di antibiotici, un fenomeno ancora molto preoccupante in Europa secondo gli esperti dell’ECDC, anche se sul lungo periodo, negli ultimi dieci anni (tra il 2010 e il 2019), si osserva una significativa riduzione dei consumi. Nel 2019, sono state consumate in Europa 19,4 dosi definite giornaliere per mille abitanti al giorno, comprensive del consumo in comunità e in ospedale. Nel 2018 erano 20,1.

L’uso di antibiotici varia da un minimo di 9,5 dei Paesi Bassi a 34,1 della Grecia. L’Italia ha un consumo di DDD/ mille abitanti di 19,80 nella comunità e di 1,80 nelle strutture ospedaliere (dati in lieve calo rispetto al 2018).  

Non sono state registrate variazioni significative, né aumento né calo, nel consumo di specifici antibiotici a eccezione delle polimixine, antibiotici usati come ultima risorsa per trattare infezioni da batteri resistenti. Tra il 2010 e il 2019 questa classe di antibiotici è stata usata sempre più frequentemente in generale in tutta Europa e in particolare in 10 Paesi tra cui anche l’Italia. 

I dati sul consumo degli antibiotici sono inevitabilmente legati a quelli sull’antibiotico-resistenza. Aumenta l’uso di antibiotici, aumenta la diffusione dei batteri resistenti. 

I numeri del 2019 sui superbatteri fotografano una situazione ancora preoccupante. Le percentuali di resistenza alla vancomicina, un antibiotico di ultima linea, nelle infezioni da Enterococcus faecium sono quasi raddoppiate tra il 2015 e il 2019. La resistenza ai carbapenemi, un altro gruppo di antibiotici di ultima risorsa, resta elevata, con diversi paesi che riportato percentuali di resistenza ai carbapenemi superiori al 10 per cento per Klebsiella pneumoniae e ancora più alte per altri batteri, come Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter. 

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Il tasso di resistenza di Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi, batteri responsabili soprattutto di infezioni ospedaliere come polmoniti, sepsi e infezioni del tratto urinario, varia notevolmente da Paese a Paese. In Italia si registrano valori particolarmente elevati e rimasti stabili (79%) negli ultimi anni. 

«La resistenza antimicrobica è una sfida globale e una priorità assoluta per l'Unione europea. Mentre il mondo continua a combattere Covid-19, è essenziale restare vigili e impegnati in questa lotta. Gli antibiotici devono essere utilizzati con prudenza, con severe misure di prevenzione e controllo. Sia Covisd-19 che la resistenza antimicrobica richiedono un approccio unitario tra le politiche, i paesi e tutti i livelli della società. Dobbiamo prendere provvedimenti per prevenire la diffusione della resistenza in tutto il mondo e per favorire le condizioni migliori per lo sviluppo di nuovi antimicrobici. Dobbiamo lavorare tutti insieme per garantire che la resistenza agli antimicrobici non diventi la prossima catastrofe sanitaria globale», ha dichiarato Stella Kyriakides Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare.

In occasione del European Antibiotics Awareness Day (EAAD, 18-24 novembre), le istituzioni europee hanno lanciato una campagna digital con una serie di testimonianze video di politici ed esperti internazionali che affrontano il problema dell’uso eccessivo di antibiotici e dell’antibiotico resistenza da diverse prospettive. Tra questi contributi c’è quello di Elvira Tacconelli, a capo della clinica di malattie infettive dell’Università di Verona, che spiega cosa possiamo imparare dalla lezione di Covid-19. 

Gli esperti dell’ECDC hanno anche realizzato un video per ricordare agli operatori sanitari le misure da adottare per fare in modo che gli antibiotici continuino a funzionare.