Hiv, l’Australia ci è riuscita: con la profilassi pre-esposizione i nuovi casi di infezione si sono (praticamente) azzerati

L’esempio da seguire

Hiv, l’Australia ci è riuscita: con la profilassi pre-esposizione i nuovi casi di infezione si sono (praticamente) azzerati

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Immagine: Doctor 4U / Flickr (https://www.flickr.com/photos/144891950@N08/48663490313)
di redazione
La PrEP funziona. Uno studio australiano con i dati della vita reale dimostra che quando i farmaci preventivi anti-Hiv sono facilmente accessibili e costano poco, le persone a rischio di contagio li assumono regolarmente. Ed è così che si arriva a un caso di infezione su mille persone all’anno

Cosa succede quando i farmaci anti-Hiv che riducono il rischio di contagio costano poco e sono facilmente accessibili? Succede che i casi di infezione diminuiscono del 92 per cento. Se la profilassi pre-esposizione (PrEP) diventa routine tra le persone a elevato rischio di infezione, la circolazione del virus resta a lungo sotto controllo, arrivando quasi a interrompersi del tutto. Lo dimostrano i dati del mondo reale presentati su The Lancet HIV: in tre anni di PrEP ci sono stati 1,61 casi di infezione per mille persone all’anno, 10 volte meno di quanto sarebbe accaduto senza PrEP. 

L’indagine è stata condotta nel Nuovo Galles del Sud in Australia dove i farmaci preventivi contro l’Hiv sono stati assunti regolarmente dai gruppi di persone più esposte al contagio.

Tra marzo 2016 e aprile 2018, i ricercatori hanno reclutato 9.500 persone, tutte maggiori di 18 anni con un’età media di 34, negative all’Hiv e considerate a elevato rischio di infezione. Ai partecipanti è stata prescritta una pasticca al giorno del farmaco autorizzato per la PrEP, composto da tenofovir disoproxil fumarato (300 mg) e emtricitabina (200 mg), nome commerciale Truvada. Periodicamente i volontari, per lo più uomini omosessuali, si sottoponevano al test per l’Hiv. Il tasso di aderenza alla terapia è stato estremamente elevato: quasi tutti i partecipanti hanno rispettato le indicazioni sulla profilassi. 

Ai ricercatori non è rimasto altro che aspettare e osservare gli effetti della PrEP sulle nuove infezioni. 

Ebbene, alla fine dello studio sono stati contati 30 casi di nuove infezioni, che equivalgono a 1,61 casi per mille persone all’anno, un numero 10 volte inferiore a quello segnalato negli studi condotti quando i farmaci preventivi non erano così diffusi. 

L’indagine australiana dimostra in sostanza che l’assunzione quotidiana del farmaco anti-Hiv ha un’efficacia preventiva a lungo termine molto vicina al cento per cento. 

I dati dello studio sono in linea con quelli della sorveglianza epidemiologica del Paese che registrano un calo del 40 per cento delle infezioni da Hiv tra il 2015 e il 2019 grazie all’introduzione su larga scala della PrEP ad un costo grosso modo di 30 euro al mese.   

«La nostra analisi, che rappresenta lo studio più lungo e più ampio del suo genere fino ad oggi, fornisce importanti spunti sui benefici a lungo termine della PrEP, dimostrando che la profilassi rimane altamente efficace nella prevenzione dell'HIV tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini in un ambiente reale. Ci sono ancora molti contesti nel mondo in cui la PrEP non è ampiamente utilizzata o accessibile. Esortiamo i responsabili politici di tutto il mondo a riconoscere che la disponibilità della PrEP a prezzi accessibili ha ridotto la trasmissione dell'HIV nel Nuovo Galles del Sud e ad applicare lo stesso programma di prevenzione su scala globale», ha dichiarato Rebecca Guy, dell’Università del Nuovo Galles del Sud in Australia che ha guidato lo studio.