La metà dei pazienti cronici over 65 non si cura in modo corretto

Giornata per l’aderenza alla terapia

La metà dei pazienti cronici over 65 non si cura in modo corretto

di redazione

In Italia il 60% degli over 65, cioè circa 8 milioni di persone, è colpito da almeno una malattia cronica e circa 2 milioni di anziani sono costretti ad assumere almeno dieci farmaci al giorno. Tra le malattie croniche, quelle cardiometaboliche sono le più frequenti (27%) e ogni anno nel mondo muoiono quasi 18 milioni di persone per malattie cardiovascolari, prima causa di morte anche nel nostro Paese. Negli ultimi venti anni le terapie hanno ridotto della metà la mortalità per cardiopatia ischemica, ma molto resta ancora da fare.

L’aderenza alle terapie rappresenta, per esempio, un fattore-chiave per garantire una buona qualità di vita e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Ma a oggi solo la metà circa dei pazienti over 65 riesce a seguire correttamente le cure.

In occasione della Giornata nazionale dedicata all’aderenza terapeutica, il Gruppo Servier in Italia ha deciso di promuovere un’iniziativa di sensibilizzazione con la distribuzione di materiale informativo nelle farmacie e negli studi dei medici di famiglia. A supporto dell’iniziativa, sono previste anche una campagna radiofonica per promuovere “Impazienti cronici”, la prima web serie dedicata all’aderenza terapeutica, e una campagna social tramite le pagine Facebook e LinkedIn del Gruppo Servier in Italia e la pagina Fb di “Al cuore dell’aderenza”.

«Il miglioramento dei livelli di aderenza necessita di un approccio condiviso da parte di tutti gli attori in gioco: operatori sanitari, pazienti, Istituzioni e aziende farmaceutiche» sostiene François Debaillon-Vesque, General Manager del Gruppo Servier in Italia. «Ognuno deve fare la propria parte», aggiunge, e il Gruppo «è impegnato da anni sia sul fronte della ricerca di soluzioni terapeutiche innovative per il trattamento di patologie croniche cardiometaboliche sia a livello di promozione della “cultura” dell’aderenza coinvolgendo i di­versi attori del Sistema in una riflessione partecipata e trasversale».

«Nella pratica clinica l’aderenza alla terapia continua ad attestarsi al di sotto del 50% - ricorda Viviana Ruggieri, External Relations, Market Access & Regulatory Director del Gruppo Servier in Italia – un dato non certo confortante se si pensa che un paziente non ade­rente significa perdita di efficacia te­rapeutica, ma anche spreco di risorse economiche per il Ssn. Se infatti l’assunzione di farmaci viene interrotta senza un motivo clinico – precisa - l’investimento fatto fino a quel momento può considerarsi vano. Se l’aderenza salisse al 70% si potrebbero evitare oltre 82 mila tra infarti e ictus con un conseguente risparmio per il Ssn di circa 330milioni di euro».

Diverse le leve su cui agire per migliorare l’aderenza: gli interventi educativi rivolti ai pazienti, ai caregiver e al personale sanitario ma anche la disponibilità di farmaci in grado di semplificare la terapia. «Servier continua a investire nella ricerca per mettere a disposizione dei pazienti terapie efficaci e tollerate – assicura Marie-Georges Besse, direttore medico del Gruppo Servier in Italia – ma anche sempre più “comode”, come le combinazioni a dosi fisse di farmaci e le polipillole con più principi attivi nella stessa compressa, il cui fine è proprio quello di semplificare l’assunzione della terapia, a favore di un aumento dell'aderenza e quindi di un conseguente successo del trattamento».