Oltre 7 milioni gli italiani con incontinenza. Servono centri specializzati e Percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali specifici

L'allarme delle Associazioni

Oltre 7 milioni gli italiani con incontinenza. Servono centri specializzati e Percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali specifici

di redazione

Nell’ultimo anno «la situazione in Italia, per chi ha problemi legati all’incontinenza, si è aggravata esponenzialmente» e sia i paziente quanto chi li assiste lamentano «la parabola discendente dei servizi sanitari erogati in quest’area» in tutta Italia e «una quasi totale assenza di informazioni necessarie per orientarsi nella realtà dei servizi sanitari nelle regioni italiane che risultano, quando erogati, estremamente frammentati ed eterogenei».

È questo l’allarme lanciato dall’Aiug (Associazione italiana di urologia ginecologica), Senior Italia Federanziani e dalla Federazione delle Associazioni incontinenti e stomizzati (Fais) in una lettera aperta indirizzata ai vertici delle Istituzioni sanitarie nazionali, a cominciare dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

«In Italia – si legge nella lettera - “governare meglio l’incontinenza” significa migliorare la vita a più di sette milioni di persone. Non è quindi un piccolo problema della terza età, ma una vera e propria patologia che va affrontata con grande attenzione. Molte delle “criticità di sistema” dell’area incontinenza sono legate ad aspetti organizzativi e di comunicazione che potrebbero essere risolti con un impegno minimo di risorse».

Le tre Associazioni chiedono pertanto che «ogni Regione, in base alla propria possibilità erogativa, si doti di una rete di centri dedicati alle incontinenze, delineando uno specifico Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) regionale. Le caratteristiche dei centri così come i contenuti fondamentali dei Pdta – precisano - dovranno essere concordati e trasmessi alle varie Regioni da un organismo centrale per evitare che aspetti critici vengano trascurati, vanificandone l’effetto o creando discrepanze significative tra i servizi offerti nelle varie Regioni. Bisogna creare una sorta di Lea dell’incontinenza». Inoltre, «per generare soluzioni costruttive a queste problematiche e poterle proporre a chi deve gestire il sistema salute in Italia, bisogna costruire un “patto di area” tra tutti gli attori di sistema – si legge ancora nella lettera - con l’indirizzo di promuovere le eccellenze ed incentivare l’innovazione sostenibile».