Oms: in Europa dilaga l’epidemia di obesità. Ma invertire la tendenza è possibile

Il rapporto

Oms: in Europa dilaga l’epidemia di obesità. Ma invertire la tendenza è possibile

Computadoras_y_Obesidad.jpg

Immagine: 55158656@N06, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di Roberto Amato
Più della metà della popolazione adulta e un bambino su tre è in sovrappeso oppure obeso in Europa. Stanno peggio solo in America. I dati dell’ultimo rapporto europeo dell’Oms sull’obesità non sono rassicuranti. Ma nulla è perduto. Con gli opportuni interventi si può frenare l’epidemia

Il 59 per cento degli adulti europei e circa un bambino su tre è in sovrappeso o obeso. In Europa l’obesità ha raggiunto proporzioni degne di una epidemia e nessuno dei 53 Paesi membri è in linea con l’obiettivo dell’Oms sulle malattie non trasmissibili che prevede di fermare l’aumento dell’obesità entro il 2025. I nuovi dati europei del rapporto dell’Oms European Regional Obesity Report 2022 sono tra i peggiori del mondo. Solo l’America (intesa come regione dell’Oms) ha un tasso di obesità e sovrappeso più elevato. Secondo le stime nella Regione Europea, sovrappeso e obesità causano più di 1,2 milioni di decessi all'anno, corrispondenti a oltre il 13 per cento della mortalità totale. 

Tumori, malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e malattie respiratorie croniche, sono tra le possibili conseguenze di un eccessivo indice di massa corporea. L’obesità, ricordano gli autori del rapporto, è considerata la causa di almeno 13 diversi tipi di cancro ed è probabile che sia direttamente responsabile di almeno 200mila nuovi casi di cancro all'anno in tutta Europa, con una cifra destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Sovrappeso e obesità sono anche il principale fattore di rischio di disabilità, causando il 7 per cento degli anni totali vissuti con disabilità nella Regione. L’obesità è una malattia complessa le cui cause sono vanno oltre la semplice combinazione di dieta malsana e sedentarietà.

«L’obesità non conosce confini. Nelle regioni dell'Europa e dell'Asia centrale, nessun singolo Paese raggiungerà l'obiettivo globale dell'OMS di fermare l'aumento dell’obesità. I Paesi della regione sono incredibilmente diversi, ma ognuno ha la sua sfida in una certa misura. Creando ambienti più abilitanti, promuovendo investimenti e innovazione nella salute e sviluppando sistemi sanitari forti e resilienti, possiamo cambiare la traiettoria dell'obesità nella regione», ha dichiarato , ha affermato Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell'OMS per l'Europa. 

Non tutto è perduto però, affermano gli autori del rapporto. Prendendo di mira quegli aspetti della società che favoriscono la diffusione dell’obesità, come la commercializzazione di alimenti malsani, la poca attenzione all’attività fisica, i mancati interventi di prevenzione nella prima infanzia, si può ancora invertire l'epidemia di obesità. 

Il rapporto dell'OMS suggerisce alcune strategie specifiche considerate efficaci nel ridurre i livelli di obesità e sovrappeso: interventi economici come la tassazione delle bevande zuccherate o al contrario gli incentivi per l’acquisto di cibi sani, le restrizioni alla commercializzazione di alimenti malsani per i bambini, il miglioramento dell'accesso ai servizi di gestione dell'obesità e del sovrappeso nell'assistenza sanitaria di base, le campagne di prevenzione per migliorare la dieta e aumentare l’attività fisica nell’intero corso della vita, a partire dal preconcepimento, la promozione dell'allattamento al seno, gli interventi a scuola e gli interventi per creare ambienti che invoglino l'attività fisica.