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Giornata mondiale
Per un paziente su tre il Parkinson è un «infiltrato pronto a fare danni»
Redazione
Corpo

Per il giornalista Vincenzo Mollica “Mister Parkinson” è un essere «detestabile» che invade il corpo con effetti speciali ed è descritto come un «infiltrato pronto a fare danni» da una persona con Parkinson su tre. È difficile da identificare e sembra che nemmeno il tremore possa essere un segno di riconoscimento: un paziente su due, infatti, non trema mai o lo fa raramente e per oltre la metà il tremore non è il sintomo più insopportabile (58%), né quello più imbarazzante (50%). 

Il documentario “Dialoghi con Mr. Parkinson”, presentato in occasione della Giornata mondiale del Parkinson (11 aprile) dalla Confederazione Parkinson Italia con il supporto non condizionante di Zambon, getta via le maschere di Mister Parkinson: una malattia neurodegenerativa multiforme che colpisce più di 300 mila italiani con una grande varietà di sintomi, oltre quaranta, che si combinano tra di loro in modo e con intensità differente in ogni persona. 

Ne deriva un indice di impatto sulla vita quotidiana elevato in più di un caso su due: secondo l’indagine “Parkinson: uno, nessuno e centomila” condotta su oltre 500 pazienti e caregiver, i ritmi si fanno più lenti (67%), i movimenti diventano faticosi (59%), la stanchezza è spesso invalidante (54%), ci si sente limitati nel tempo libero e nei viaggi (53%) così come sul lavoro (23%).

Dall'indagine risulta inoltre che la grande maggioranza dei pazienti (79%) sapeva poco o nulla del Parkinson prima della diagnosi e, in particolare, non si aspettava una tale molteplicità di sintomi (63%). A sorpresa, infatti, il tremore non è il sintomo più frequente in più di un caso su due, né quello più insopportabile o imbarazzante. Al contrario, molti pazienti convivono, sempre o quasi sempre, con la lentezza nei movimenti (72%) e la rigidità muscolare (62%), le difficoltà nella scrittura (58%) e la perdita di equilibrio (45%), ma anche con sintomi non motori come i disturbi del sonno (54%), i problemi alla voce (50%), il dolore (47%), la stanchezza (46%) e le ripercussioni sull’umore (44%). 

«Il Parkinson ha un impatto molto pesante sulla qualità di vita delle persone anche alla luce dei suoi numerosi sintomi che possono essere di tipo motorio, ma anche non motorio» osserva Paolo Calabresi, professore di Neurologia all'Università Cattolica e direttore della Neurologia al Policlinico Gemelli di Roma. «Una molteplicità di manifestazioni – prosegue - che richiede un approccio altrettanto plurale. È dunque importante aiutare le persone a coltivare momenti di socialità, a eseguire attività fisica leggera con le camminate aerobiche che hanno dimostrato effetti molto positivi sui pazienti e altri passatempi come la danza, l'attività teatrale, l’ascolto di musica e la pittura».

Nel documentario anche il presidente della Confederazione Parkinson Italia, Giangi Milesi, dialoga con Mister Parkinson: «Abbiamo realizzato “Dialoghi con Mr. Parkinson” per raccontare la malattia e la sua complessità, che va ben oltre i tremori e i problemi di movimento, a tutti gli italiani, ma soprattutto per celebrare la capacità dei pazienti, dei caregiver e della scienza di reagire alla sua invadenza. Sì, perché la convivenza con Mister Parkinson è come una partita a scacchi: ogni volta che si crede di avere imparato a gestirlo, arriva un nuovo sintomo che scombussola i piani».

«Siamo particolarmente soddisfatti – commenta Rossella Balsamo, Medical Affairs & Regulatory Zambon Italia e Svizzera - di aver supportato la Confederazione Parkinson Italia nella realizzazione di questo documentario che per la prima volta porta sugli schermi la complessità della malattia, ma anche la forza che caratterizza coloro che ci convivono, contribuendo così a restituirne una immagine veritiera».

 

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