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DidascaliaImmagine: Pixabay, CC0, via Wikimedia Commons
La salute dei bambini dell’Unione Europea presenta nel 2024 un quadro complessivamente positivo. Quasi il 96% dei minori sotto i 16 anni è infatti valutato in condizioni di salute molto buone o buone. Dietro questo dato incoraggiante, però, si nascondono differenze significative che riflettono le disuguaglianze sociali ed economiche presenti nei diversi Stati membri. Sono i dati che emergono da un’analisi dei dati Eurostat presentata ieri.
La percentuale di bambini in buona o ottima salute varia sensibilmente tra i paesi dell’UE, passando da valori più contenuti in Portogallo (92,3%) a livelli prossimi alla totalità in Grecia (98,9%). In oltre due terzi degli Stati membri, almeno il 95% dei bambini gode di una buona salute percepita.
Il rischio di povertà ed esclusione sociale emerge come un fattore determinante. Tra i bambini non a rischio, oltre il 96% presenta una salute molto buona o buona, mentre la quota scende tra i bambini che vivono in condizioni di maggiore vulnerabilità economica. Nella maggior parte dei paesi europei, la differenza è evidente, con divari particolarmente ampi in alcuni contesti nazionali. Solo in pochi casi, come in Grecia e Svezia, il quadro risulta invertito.
Nel 2024, poco meno del 5% dei bambini nell’UE presenta una disabilità che limita le attività quotidiane. La maggioranza dei casi riguarda forme moderate, mentre una quota più ridotta è classificata come grave. Anche in questo ambito, le differenze tra paesi sono marcate, così come l’influenza delle condizioni economiche familiari.
I bambini che vivono in famiglie con redditi più bassi risultano più frequentemente interessati da disabilità moderate o gravi rispetto ai coetanei provenienti da famiglie con redditi più elevati. L’incidenza cresce inoltre con l’età, raggiungendo il valore più alto tra i ragazzi dai 10 ai 15 anni.
Nonostante la diffusione dei sistemi sanitari pubblici, una parte dei bambini europei continua a incontrare difficoltà nell’accesso alle cure mediche. Nel 2024, il 3,2% dei minori ha segnalato esigenze sanitarie insoddisfatte, con forti variazioni geografiche. Il Paese in cui vengono lamentate maggiori difficoltà di accesso alle cure mediche è la Finlandia, con il 9,4% di bambini in difficoltà. Seguono Francia (5,7%) e Irlanda. I Paesi con meno difficoltà sono Croazia e Malta (0,1%) seguiti da Cipro (0,6%).
Il fenomeno colpisce in misura maggiore i bambini a rischio di povertà ed esclusione sociale, che riportano tassi di bisogni insoddisfatti quasi doppi rispetto ai coetanei non a rischio. Un ulteriore elemento di fragilità è rappresentato dalla struttura familiare: i bambini che vivono in famiglie monoadulte mostrano livelli più elevati di difficoltà nell’accesso alle cure rispetto a quelli che crescono in nuclei con due o più adulti.
Le disuguaglianze emergono con ancora maggiore chiarezza nell’ambito delle cure dentistiche. Oltre il 4% dei bambini nell’UE non ha potuto accedere nel 2024 a visite o trattamenti odontoiatrici necessari. In alcuni paesi, le percentuali risultano particolarmente elevate.
Il divario sociale è marcato: tra i bambini a rischio di povertà ed esclusione sociale, la quota con esigenze dentistiche insoddisfatte è quasi tre volte superiore rispetto a quella dei bambini non a rischio. Anche in questo caso, i nuclei familiari monoadulti risultano più esposti alle difficoltà.
Nel complesso, i dati confermano che la maggior parte dei bambini nell’Unione europea cresce in buone condizioni di salute. Allo stesso tempo, mettono in evidenza come il benessere infantile resti fortemente influenzato da fattori sociali ed economici. Ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure, in particolare per i bambini più vulnerabili, rimane una delle principali sfide per le politiche sanitarie e sociali europee.
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